POLITICA
Bühler risponde alle polemiche sul cartellone: "Non siamo nazisti. Per gli altri i valori svizzeri sono merce di scambio"
"È normale che dei bruchi che divorano una mela facciano discutere”, così il vicepresidente UDC replica a PS, Verdi e Cavalli. "Per chi non guarda solo il dito ma anche la luna che indica, è chiaro: la Svizzera è sotto attacco"

BELLINZONA – Con il sorteggio dei numeri delle liste, si può dire che la campagna elettorale è ufficialmente cominciata, anche se le discussioni sono partite tempo fa con la designazione dei nomi e delle congiunzioni, soprattutto quella fra PPD e PLR. Ma il clima si è infuocato ieri, quando un manifesto dell’UDC ha fatto infuriare i rappresentanti di sinistra e dei Verdi.

Nel cartellone, infatti, si vedono dei vermi attaccare una mela con la bandiera Svizzera, e la scritta è: “Lasciamo distruggere la Svizzera da sinistroidi e europeisti? Reagiamo, votiamo UDC”.

Il vicepresidente del partito democentrista ticinese ha risposto alle repliche, anche molto dure, del PS, di Grea Gysin e di Franco Cavalli.

Si aspettava polemiche per quel cartellone?

“Certo che sì. È normale che dei bruchi che divorano una mela facciano discutere”.

Che significato ha per voi?

“Per coloro che hanno la capacità di non focalizzarsi esclusivamente sul dito ma vedono distintamente la luna che indica, il messaggio è chiaro: la Svizzera è sotto attacco. Un attacco che non proviene solo dall'esterno ma che ha dei complici anche all'interno dei nostri confini. Quelli, per inciso, che hanno posticipato la scomoda discussione sul miliardo di coesione bis da versare a Bruxelles per non intralciare la loro campagna elettorale, che sono pronti ad annientare la nostra democrazia diretta sottoscrivendo l'accordo istituzionale con l'Unione europea o che hanno scientemente calpestato il Popolo svizzero quando non hanno applicato l'iniziativa "Stop all'immigrazione di massa" approvata dai cittadini. È chiaro a tutti di chi stiamo parlando”.

In diversi vi hanno addirittura accusato di usare metodi e termini nazisti... Cosa replica?

“Sono talmente esperti di propaganda nazionalsocialista che viene automatico chiedersi chi sia veramente il nazista qui. Noi non lo siamo di certo. Siamo il partito che difende la democrazia diretta, il diritto del Popolo svizzero di determinare il proprio destino. Direi che siamo ben lontani dall'autoritarismo e la dittatura nazista”.

Polemiche simili spostano gli equilibri o sono sterili e fini a se stesse?

“Una campagna mediatica non è mai fine a se stessa. La campagna elettorale che è appena iniziata dimostrerà il contrario. In gioco c’è il futuro del nostro Paese”.

Visti gli esordi, sarà una campagna più sulle polemiche e sugli slogan che sui temi?

“In questa campagna sono sul tavolo la nostra libertà, la nostra sovranità, la nostra indipendenza e la nostra democrazia diretta. Per gli altri partiti questi valori sono merce di scambio, per noi non sono negoziabili e ci batteremo affinché non finiscano sull'altare di interessi superiori esteri o di un’élite nazionale coi piedi al caldo”.

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