POLITICA
Tanti i temi toccati: il viaggio di Gobbi a Roma è stato positivo. Raggiunto l'accordo relativo agli agenti delle agenzie private di sicurezza ticinesi
Accordo fra Svizzera e Italia sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, dell’accesso al mercato italiano per i servizi finanziari transfrontalieri, delle black list, della cooperazione Interreg per il periodo 2021/2027 e non solo

ROMA - Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi nel suo viaggio di lavoro a Roma dal 18 al 20 aprile ha avuto una serie di incontri istituzionali di alto livello, fra cui spiccano quelli con due Ministri del nuovo Governo, responsabili per lo sviluppo economico e il turismo.

Inoltre durante l’incontro con il Sottosegretario del Ministero degli interni sono state poste le premesse per la firma dell’accordo che risolve le vertenze sorte nel 2020 relative allo scambio di informazioni per il rilascio delle autorizzazioni a favore degli agenti di sicurezza italiani operanti in agenzie private ticinesi nell’ambito dell’attività di investigazione e sorveglianza.

La delegazione ha colto pure l’occasione per recarsi in Vaticano e visitare il Comando della Guardia svizzera Pontificia.

Il viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi – accompagnato a Roma da una delegazione composta dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal capo sezione della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla – ha permesso di discutere in prima persona alcune questioni prioritarie per il Canton Ticino, nell’ambito dei continui aggiornamenti delle relazioni politiche fra Svizzera e Italia.

Il primo incontro della mattinata di lunedì 19 aprile si è tenuto in Vaticano. I colloqui si sono svolti con il comandante della Guardia svizzera Pontificia Christoph Graf e hanno toccato in particolare la formazione delle guardie del Papa. Come è noto, una parte dell’istruzione viene fornita dalla Polizia cantonale ticinese, attraverso la sua sezione della formazione. In questo contesto sono stati presentati alcuni piani specifici che riguarderanno la futura formazione delle guardie svizzere in Ticino.

Nel pomeriggio sono iniziati i colloqui ministeriali. Il primo interlocutore politico della delegazione ufficiale del Canton Ticino è stato il Ministro al turismo Massimo Garavaglia, con il quale sono state affrontate svariate questioni legate alla promozione della Regione transfrontaliera e i progetti previsti nell’ambito della Comunità di lavoro Regio Insubrica nonché al futuro rilancio turistico dopo l’attuale crisi pandemica.

Nel colloquio con il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il Presidente del Governo ticinese Norman Gobbi ha invece toccato un ampio ventaglio di temi legati allo sviluppo economico, anche in chiave di rilancio post-Covid. In questo ambito si è discusso dell’accordo fra Svizzera e Italia sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, dell’accesso al mercato italiano per i servizi finanziari transfrontalieri, delle black list, della cooperazione Interreg per il periodo 2021/2027, nonché dei progetti di sviluppo di infrastrutture di mobilità in relazione con il Recovery fund.

 A seguire si è tenuto l’incontro con il Sottosegretario del Ministero degli Interni Nicola Molteni, con il quale sono stati discussi temi relativi alla collaborazione fra le polizie, la migrazione e la lotta alla criminalità organizzata. È inoltre stato discusso l’accordo che risolverà alcune questioni sorte in ambito di scambio di informazioni tra i due Paesi relative al rinnovo/rilascio delle autorizzazioni nell’ambito delle attività di investigazione e sorveglianza per gli agenti delle agenzie private di sicurezza ticinesi. Tale accordo è stato in seguito sottoscritto oggi, martedì, dal capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini e il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.

“È stata trovata una soluzione pragmatica – sottolinea il Presidente del Governo cantonale Norman Gobbi – che permetterà ai servizi del Dipartimento delle istituzioni di certificare la “buona condotta” da parte di coloro che richiederanno l’autorizzazione di poter operare in Ticino nell’ambito delle attività di agenti di sicurezza. Tengo a ringraziare l’ambasciata svizzera a Roma per aver efficacemente collaborato a trovare questa intesa con la controparte italiana”.

Va infine segnalato che, in vista dell’esercitazione internazionale delle forze di sicurezza e primo intervento «Odescalchi 2022», la delegazione del Canton Ticino, sempre martedì, ha tenuto una riunione di lavoro con il Capo Dipartimento della Protezione civile italiana, Fabrizio Curcio.

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