POLITICA
L'MPS: "Direttori di scuola, si cambino sistema di nomina e condizioni di lavoro"
I deputati del Movimento per il Socialismo inviano una interpellanza urgente al Governo, prendendo spunto dall'ormai tristemente noto caso del direttore arrestato per atti sessuali con fanciulli

LUGANO - Forse è giunta l'ora di ripensare ai sistemi adottati per nominare i direttori delle scuole, dato che quanto successo a Lugano non si può ignorare, con il direttore in carica (da pochissimo) arrestato per atti sessuali con fanciulli. E per farlo è necessario agire sul processo decisionale, coinvolgendo i docenti, ma anche sulle condizioni di lavoro dei dirigenti stessi. In sintesi, è quanto chiede l'MPS in una interpellanza urgente.

I fatti di Lugano

Il direttore 39enne del Luganese era stato tratto in arresto a causa in particolare di due episodi, la relazione con una 16enne, sfociata in rapporti sessuali completi, e i toccamenti con un'altra (leggi qui).

Ma con il passare dei giorni è emerso che i campanelli d'allarme c'erano già stati e diverse allieve si erano lamentate di comportamenti troppo disinibiti (leggi qui) col DECS che, sia coi genitori che in conferenza stampa, ha spiegato di non aver mai ricevuto nulla (leggi qui).

Molto dubbi erano stati suscitati anche dalla sua tesi presso il DFA, in merito all'educazione sessuale (leggi qui). 

L'uomo si è dimesso ed è disposto a collaborare con le autorità (leggi qui). 

Il sistema di nomina dei direttori: "Si coinvolgano i docenti"

L'MPS torna sulla questione della nomina, perchè è evidente che qualcosa non ha funzionato. "Già in passato avevamo fatto richiesta, attraverso un atto parlamentare, di un cambiamento
di paradigma per la nomina dei direttori/ici chiedendo di rimettere in discussione non tanto la legittimità e il ruolo del DECS e del Consiglio di Stato come autorità di nomina (in particolare
per le scuole medie e medie-superiori), quanto la mancanza di procedure decisionali che potessero in qualche misura coinvolgere tutto il corpo docente di un istituto scolastico. Una procedura che, di fatto, potrebbe rappresentare una sorta di “controllo dal basso” e che permetterebbe sicuramente una conoscenza dei candidati e delle loro storie professionali, dei loro atteggiamenti. Conoscenza che, appare evidente, non avviene attraverso l’attuale procedura di selezione che coinvolge, al massimo, la direzione uscente, rimanendo di fatto confinata a livello del Dipartimento e del governo".

In questo caso, per esempio, "molti docenti sapevano e avevano già potuto ascoltare alcune testimonianze fatte da giovani allievi e allieve: se ci fossero state delle consultazioni più ampie, nel senso qui sopra da noi indicato, in fase di assunzione, le varie posizioni e i vari dubbi sarebbero forse potuti emergere, permettendo magari anche di intervenire per evitare che si realizzassero le condizioni che hanno permesso i fatti che ormai conosciamo".

"Era l'unico candidato? Vanno migliorate le condizioni"

Ma a cambiare devono essere anche le condizioni entro cui agiscono i direttori, "particolarmente difficili: le responsabilità sono elevate sia nei confronti degli allievi che delle famiglie dei docenti o del personale amministrativo, senza dimenticare le relazioni con le istituzioni a vari livelli. Dall’altra parte gli spazi di autonomia sono decisamente ridotti e molto spesso questi
funzionari si ritrovano ad applicare direttive che vengono dall’alto senza una reale possibilità di decidere come lavorare. Bisogna inoltre ricordare che le scuole medie hanno a disposizione una segretaria unicamente al 50%; questo fa sì che molto lavoro amministrativo venga di fatto svolto direttamente dalle direzioni. Senza dimenticare il ruolo fondamentale che, proprio in una prospettiva di prevenzione, potrebbero giocare (se adeguamente rafforzate) proprio le segreterie delle scuole che vedono, sentono, colgono umori, difficoltà, ansie degli allievi". Non a caso, ribadiscono Simona Arigoni, Angelica Lepori, Matteo Pronzini, a quanto pare l'uomo era l'unico candidato per quella sede. Una crisi quasi di vocazione che ha motivazioni più profonde e pratiche.

Le domande dell'MPS

I tre chiedono al Governo:

1. Negli ultimi 10 anni quanti rinnovi di cariche di direzione ci sono stati? In quante occasioni al concorso hanno partecipato più di due candidati? Come valuta questi dati?
2. Quali sono secondo il governo le ragioni della difficoltà di trovare candidati per il ruolo di direttore/trice?
3. Non ritiene opportuno aprire una seria riflessione sulle condizioni di lavoro di questi funzionari al fine di rendere maggiormente attrattiva la posizione e avere così un maggior numero di candidati/e?
4. Non ritiene opportuno potenziare il lavoro di segretariato nelle sedi scolastiche introducendo una/o segretaria/o a tempo pieno?
5. Non ritiene necessario (e utile) rivedere le procedure di selezione e nomina dei direttori degli istituti scolastici, in particolare cercando di coinvolgere il corpo insegnante e il personale amministrativo in queste procedure?".

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