POLITICA
L'UDC: "Non è una sorpresa che i soldi BNS non arriveranno. Ora dobbiamo..."
Paolo Pamini chiede una riunione di emergenza della Commissione della gestione e delle finanze per discutere di misure da decidere con effetto immediato. "Il Governo e il DFE da maggio a dicembre non hanno elaborato un piano B"

BELLINZONA - Una riunione di emergenza della Commissione della gestione e delle finanze per discutere di misure urgenti da adottare per tamponare il mancato introito dei soldi della BNS. Lo chiede l'UDC con Paolo Pamini, senza risparmiare qualche attacco al Governo per aver messo in conto quei soldi quando era noto che probabilmente non sarebbero arrivati.

"L’annuncio della Banca Nazionale di non distribuire alcun utile ai Cantoni per il 2023 è tutt’altro che una sorpresa. Lo stesso Christian Vitta, direttore del DFE, in quanto membro del Consiglio di Banca della Banca nazionale doveva essere al corrente della situazione disastrosa", si legge infatti nella nota inviata in redazione. "Ma non ha impedito che governo e parlamento abbiano allegramente dopato il Preventivo contro ogni ragionevolezza e contro la volontà del popolo. Il DFE e il governo da maggio a dicembre non sono stati in grado di elaborare un Piano B per rispondere a questa eventualità che di fatto si è presentata".

"Che la Banca Nazionale questa volta non faccia piovere soldi sui Cantoni non è affatti una sorpresa! Il direttore del DFE Christian Vitta stesso in quanto uno degli 11 membri del Consiglio
di Banca della Banca nazionale doveva essere al corrente. Durante il dibattito sul preventivo 23 aveva sì accennato alcune ipotesi di mancate entrate supplementari, ma non ha dimostrato con la necessaria forza e ancora meno con i fatti che la situazione era seria. Il Gran Consiglio sembra non aver capito o ha fatto finta di non capire, e peggio ancora il governo stesso non ha dato segno di voler risparmiare", constatata l'UDC, che da tempo chiede misure di contenimento della spese. "Per esempio applicando le uniche ricette efficaci proposte da lungo tempo
dall’UDC, e che ancora giacciono inevase, per ridurre il deficit. Ricordiamolo: il popolo ha votato un chiaro piano con il decreto su come pareggiare i conti entro il 2025. E’ un compito innanzitutto del governo! E ricordigamo anche che proprio per questo, l’UDC ha bocciato questo Preventivo".

La richiesta è una riunione di emergenza della commissione della gestione e finanze par martedì, seduta che era stata cancellata e "che si convochi in audizione una delegazione del Consiglio di Stato, composta perlomeno dal presidente e dal Direttore del DFE, per confrontarsi sulle misure immediate che possono essere già decise nel corso del 2022, segnatamente: il blocco delle assunzioni; il blocco della spesa per beni e servizi; il blocco di qualsiasi nuova spesa non vincolata; la non entrata in vigore del carovita (di discrezione governativa). Per quanto riguarda l’ultimo punto, il Governo potrà sempre decidere di introdurre successivamente il carovita con effetto retroattivo al 1° gennaio 2023, se avrà attuato sufficienti misure di contenimento. Per l'UDC questa non è la scusa per punire i dipendenti dell'Amministrazione bensì l'occasione per suonare la campana della responsabilità di cinque Consiglieri di Stato che nei mesi scorsi hanno peccato di accidia malgrado i nostri molti appelli".

Inoltre chiede che si mettano all’ordine del giorno le quattro iniziative parlamentari elaborate dell’UDC relative al contenimento della spesa. 

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