POLITICA
Ghisletta: "A chi importa della pensione della nostra “maestra”?"
Il municipale PS di Lugano contro il collega leghista Lorenzo Quadri. Tema: la votazione del 9 giugno sulla cassa pensioni dei dipendenti pubblici
Ti Press

di Raoul Ghisletta*

L’on. Lorenzo Quadri, capodicastero della scuola e della socialità di Lugano, conduce un’aggressiva campagna sul Mattino della domenica contro le misure di compensazione decise dal Governo e dalla grande maggioranza del Parlamento per i 17'000 assicurati attivi dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino (IPCT). Tra questi assicurati, che sono “veramente nostri” (il 95% infatti risiede in Ticino), vi sono anche i docenti di scuola dell’infanzia e di scuola elementare della Città di Lugano. Inoltre vi sono numerosi impiegati, poliziotti, infermieri, docenti ed operatori, dipendenti del Cantone e di altri enti, che vivono nella Città sul Ceresio.

Questi 17'000 lavoratori sarebbero dei privilegiati conducenti di Rolls Royce secondo il municipale leghista. Ma, come vedremo, le cose non stanno proprio così. Come municipale socialista esprimo preoccupazione per il degrado delle pensioni di vecchiaia dei docenti di scuola comunale e degli altri assicurati all’IPCT residenti in Città, nel caso non passasse la modifica della legge IPCT in votazione il 9 giugno. Un domani gli uffici sociali della Città potrebbero doversi occupare anche di queste categorie di questi anziani con pensioni ai minimi di legge, che sarebbero ben inferiori a quelle dei collaboratori della Coop e della Migros!

Torniamo alla Rolls Royce. A Lugano, tranne i docenti, tutti i dipendenti comunali sono assicurati alla Cassa pensioni di Lugano. Sono affiliati alla Cassa pensioni di Lugano anche i municipali di Lugano, tra cui il sottoscritto (da poche settimane) ed il collega Quadri (da 16 anni). Ebbene la Cassa pensioni di Lugano garantisce a chi è assicurato dai 25 ai 65 anni di accumulare accrediti pari al 795% del salario assicurato: con un tasso di conversione del 5,5% la Cassa pensioni di Lugano garantisce a 65 anni una pensione di vecchiaia pari al 44% del salario assicurato (senza calcolare gli interessi). Sono ben felice come municipale che la Cassa pensioni cittadina garantisca ai suoi assicurati una prestazione superiore del 30% ai minimi della LPP (Legge sulla previdenza professionale): infatti il totale degli accrediti di vecchiaia cumulati nella LPP è del 500% del salario assicurato e la rendita LPP a 65 anni è pari al 34% del salario assicurato (senza calcolare gli interessi).

E come stanno le pensioni dei dipendenti assicurati all’Istituto di previdenza del Canton Ticino, tra cui i docenti comunali di Lugano, che sarebbero dei privilegiati conducenti di Rolls Royce secondo Quadri? Se passeranno in votazione popolare le misure di compensazione, per una carriera da 25 a 65 anni il piano previdenziale IPCT garantirà a 65 anni accrediti totali pari all’820% del salario assicurato e una pensione di vecchiaia del 43% del salario assicurato (tasso di conversione 5,25%). Ma se il 9 giugno non passerà la modifica di legge IPCT, gli accrediti presso IPCT saranno del 700% del salario assicurato e la pensione di vecchiaia IPCT scenderà al 37% del salario assicurato.

La Cassa pensioni di Lugano -con gli affiliati Ghisletta e Quadri- per una carriera dai 25 anni ai 65 anni garantisce quindi il 44% del salario assicurato a 65 anni, mentre l’IPCT garantirà il 43% solamente se passeranno le misure del 9 giugno: se non passeranno le misure, le pensioni IPCT crolleranno al 37% del salario assicurato, ossia vicino ai minimi di legge LPP (34%). Per evitare un pericoloso impoverimento degli assicurati IPCT, che vivono a Lugano e nel resto del Ticino, i sindacati OCST-SIT-VPOD, il Consiglio di Stato e la grande maggioranza del Parlamento ticinese invitano quindi la cittadinanza a votare SÌ alla modifica della legge IPCT.

*municipale PS

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