SANITà
Le perplessità di Beltraminelli e Cavalli, "un'iniziativa creerebbe divisioni"
Giro di commenti dopo l'annuncio del lancio della raccolta firme per l'autonomia del Cardiocentro. Le parti pronte a trovarsi

LUGANO – Una Nuova Fondazione Cardiocentro Ticino (NFCCT) che dal 22 settembre 2020 riprende scopi e compiti della Fondazione esistente, ovvero gestire il Cardiocentro, con un nuovo consiglio di amministrazione a sette, tra cui un membro designato dal Consiglio di Stato e uno proposto dall’EOC. Sarà questa la proposta che il gruppo “Grazie Cardiocentro” cercherà di portare alle urne. Pronta infatti a partire la raccolta firme, se se ne otterranno a sufficienza, sarà il popolo a scegliere su un tema delicato che infiamma la scena politica luganese da mesi.

La decisione del gruppo di partire con la raccolta delle firme ha senza dubbio dato una scossa e entrambe le parti sono pronte a provare di nuovo a trovarsi per parlarsi, dopo sette mesi. 

"Innanzitutto i contenuti dell’iniziativa devono essere praticabili, cosa che qualcuno dovrà valutare. Chi lancerà la raccolta firme dovrà inoltre assumersi tutti i rischi del caso”, ha dichiarato al Corriere del Ticino il direttore generale dell’EOC Giorgio Pellanda.

Per contro, il presidente del CdA Paolo Sanvido ha detto che “è chiaro che il lancio dell'iniziativa interferisce con le tempistiche mettendo tutto a rischio. Per il resto noi ci siamo impegnati con il Governo a mantenere un approccio aperto e costruttivo. E finora ci siamo attenuti scrupolosamente a questo impegno. Ora bisognerà valutare quanto sono cambiate le cose da questo punto di vista con il lancio dell'iniziativa. Premesso che sulle iniziative decide il popolo, vogliamo riservarci il tempo necessario per analizzare il testo. Prima di allora credo che sarebbe prematuro pronunciarsi”.

“Quando si lancia un’iniziativa popolare il rischio è quello di creare divisioni e fazioni. E in questo caso temo che non si farebbe un buon servizio alla sanità ticinese”, si è invece mostrato scettico il Ministro della Sanità Paolo Beltraminelli, pur lodando il lavoro effettuato in 20 anni dal Cardiocentro.

Sulla sua linea di pensiero anche Franco Cavalli: “Una manovra simile rischia di spaccare in due il cantone e di avere pesanti conseguenze per un progetto centrale come quella nuova Facoltà di biomedicina all’USI. Chi vuole raccogliere le firme afferma che intende assicurare la qualità delle cure del Cardiocentro per altri 20 anni, ma evita di spiegare perché questa eccellenza non resterebbe tale passando all’EOC. Cosa che è stata garantita con il Neurocentro e lo IOSI”.
Il tema sta già dividendo il Cantone e il mondo sanitario. Ora si aspettano le prossime mosse.

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