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Un General Manager, un Board of Pro Coaches. Come cambia il Lugano, che però si affida ai 'suoi'
Hnat Domenichelli costruirà la prima squadra e gestirà i contatti con Rockets e U20, Vauclair quando smetterà farà il dirigente all'area scouting. Weder: "Lo sviluppo dell'hockey negli ultimi cinque anni è stato impressionante"

LUGANO – Una nuova organizzazione, che comunque non dimentica il made in Lugano e riporta nell’HLC, con nuove funzioni, dei volti storici, da Hnat Domenichelli a Vauclair che quando smetterà di giocare dirigerà l’area scouting.

Domenichelli farà il General Manager: si occuperà della costruzione della prima squadra, dei contatti sportivi con i Ticino Rockets e della squadra U20. Hnat Domenichelli (classe 1976) è stato giocatore professionista per diciotto stagioni, di cui sette nella NHL e undici in Svizzera (sei a Lugano). Dal 2014 è stato agente di giocatori, attività che abbandonerà per dedicarsi completamente al suo nuovo ruolo.

A partire dalla stagione 2020-2021, quando avrà chiuso la sua carriera di giocatore, Julien Vauclair dirigerà invece l’area dello scouting nazionale e internazionale.

Domenichelli potrà contare sulla consulenza del Board of Pro Coaches, un nuovo organo composto dai dodici allenatori professionisti che operano nella prima squadra e nell’ambito della Sezione Giovanile bianconera che si scambieranno costantemente le loro opinioni e le loro conoscenze tecniche.
Significativi del “sapere hockeystico” all’interno di questo gremio alcuni numeri evidenziati durante la conferenza stampa: 20 stagioni e 1186 partite in NHL, 107 stagioni (78 a Lugano), 4636 partite e 1796 punti in National League, partecipazione complessiva a 28 campionati del mondo.

Ma perché introdurre queste nuove figure? Non ha dubbi il CEO designato Marco Werder: “Lo sviluppo dell’hockey negli ultimi cinque anni è stato impressionante. Nel rivalutare la nostra organizzazione, oltre alla figura del General Manager e alla creazione del nuovo consiglio degli allenatori, è emersa la necessità di un responsabile dello scouting. Chi lo guida deve avere il DNA del club perché in futuro avrà un ruolo fondamentale come primo contatto con i potenziali giocatori. Julien Vauclair incorpora perfettamente queste caratteristiche. Con Hnat vogliamo lavorare a lungo termine e dargli il tempo di implementare la sua visione”.

Lo stesso Domenichelli è entusiasta, seppur consapevole di essere stato un po’ di tempo lontano da Lugano. “L’HCL mi offre l’opportunità di tornare a pieno titolo nel mondo dell’hockey. Dentro di me mi sento ancora uno sportivo che vuole competere. Quando sono stato contattato dal CdA, sono andato ad ascoltare. Il processo di selezione è stato lungo, oltre sei settimane, ma questo è stato un vantaggio. La decisione, presa con la mia famiglia, è stata semplice. In questi anni ho vissuto il Lugano dall’esterno, ora avrò bisogno di tempo per conoscerlo dall’interno”, ha detto.

“Hnat ha costruito in questi anni una rete molto importante e nel corso dei colloqui avuti con lui ci ha presentato una strategia chiara sul futuro dell’HCL che si integra con la nostra politica sportiva. Queste affinità e il fatto che conosce a fondo il contesto dell’hockey svizzero, ticinese e giovanile e che vive in Ticino da sedici anni ci hanno convinti”, ha aggiunto Vicky Mantegazza.

Poi il nuovo General Manager ha aggiunto: “La collaborazione con Kapanen sarà importante, abbiamo giocato insieme una parte di stagione in NHL nel 1996 con gli Hartford Whalers. Lo potrò aiutare a conoscere meglio la mentalità svizzera e ticinese. Dovremo crescere tutti, io, la società, i giocatori. L’hockey moderno è un hockey veloce, tecnico. Oggi, a differenza di altri tempi, i migliori giocatori hanno queste qualità. Questo periodo non è il migliore per cercare eventuali stranieri. Tutti attendono la metà di luglio dopo i mancati rinnovi in NHL, quando i free agents si orientano sull’Europa”.

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