LEZIONI DI CIVICA
Franco Celio: la neutralità della Svizzera dalla battaglia di Marignano alla guerra in Ucraina
La Confederazione ha aderito alle sanzioni dell'UE contro la Russia, il che ha indotto taluni a denunciare una presunta "violazione della neutralità"...

di Franco Celio

 

La neutralità è la posizione assunta in politica estera dalla Svizzera, fin dalla sconfitta subita nella battaglia di Marignano del 1515, che mise fine alle velleità espansionistiche della vecchia Confederazione.

Nel corso della Guerra dei trent'anni del secolo successivo, la neutralità fu una scelta obbligata dalla necessità di mantenere unito il nostro paese. In quell'epoca caratterizzata dalle guerre di religione, se una parte fosse andata in aiuto dei "correligionari" stranieri, l'altra avrebbe fatto altrettanto e si sarebbe finito per combattere svizzeri contro svizzeri.

Alla fine del Settecento, la Confederazione entrò invece nell'orbita francese. La sua indipendenza era, di fatto, solo sulla carta, mentre in realtà era ormai uno "Stato vassallo" della Francia.

Finalmente, dopo l'età napoleonica, il Congresso di Vienna del 1815 - trecento anni esatti dopo Marignano - riconobbe l'indipendenza della Svizzera, ma le attribuì il ruolo di "Stato-cuscinetto", che nell'idea dei diplomatici doveva evitare che le principali potenze di allora (Austria e Francia) venissero direttamente a contatto. Per impedirlo, alla Svizzera fu imposto lo statuto di "neutralità armata" per la difesa del proprio territorio, in modo che né l'una né l'altra delle potenze potesse essere attaccata a partire dalla Svizzera.

Questa situazione fu rispettata scrupolosamente anche in seguito, malgrado i cambiamenti geo-politici avvenuti nel corso dell'Ottocento (raggiungimento dell'unità nazionale da parte dell'Italia e della Germania). Dalle due guerre mondiali che insanguinarono il Novecento e dalle crisi successive, la Svizzera riuscì così ad uscire indenne, praticando se del caso, la "politica dei buoni uffici", intesa cioè a cercare accordi (ad esempio per lo scambio di prigionieri) tra le parti belligeranti.

Ultimamente, nel caso della guerra in Ucraina, la Confederazione ha aderito alle sanzioni dell'UE contro la Russia, il che ha indotto taluni a denunciare una presunta "violazione della neutralità". Naturalmente non tutti sono convinti che sia questa la scelta giusta. Il Consiglio federale però sostiene, che neutralità non significa indifferenza tra vittime e colpevoli di aggressione. In questo caso appare evidente a tutti che colpevole è la Russia di Putin, contro la quale sono state, giustamente, adottate le criticate misure.

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