, rappresentante UDC che si è battuto per un'applicazione più rigorosa di quanto votato. «Il 9 febbraio a Berna è pronto per il voto finale. Dei contingenti, dei tetti massimi e della preferenza indigena (svizzeri e residenti), iscritti per volere popolare nell'articolo costituzionale 121a, non v'è neppure l'ombra nella nostra nuova legge sugli stranieri. In caso di un tasso di disoccupazione superiore alla media, si potranno prendere delle misure limitate nel tempo volte a favorire le persone iscritte agli uffici di collocamento. Agli uffici di collocamento possono iscriversi tutti: svizzeri, residenti, frontalieri e cittadini UE in cerca di lavoro. UNIA non mancherà di certo di consigliare al meglio i suoi clienti. La nuova legge, fortemente voluta e sostenuta dal Partito socialista, dal Partito liberale radicale e dai Verdi, in spregio alla Costituzione federale, non solo non tutelerà i lavoratori indigeni ma darà l'opportunità a tutti gli iscritti, stranieri compresi dunque, di essere convocati a un colloquio di lavoro nel nostro Paese, contrariamente a quanto proposto dall'UDC. Il Partito liberale radicale ha sacrificato la difesa dei lavoratori svizzeri sull'altare dell'economia, mentre il Partito socialista, da parte sua, non si preoccupa più dei lavoratori del nostro Paese da moltissimo tempo; ma questo non è un fatto nuovo basti pensare alla sua smania di aderire all'Unione europea. La prossima volta che sentirò di persona, o che voi sentirete, un rappresentante del Partito socialista e dei Verdi parlare di disoccupazione, dumping salariale e sottoccupazione, in Ticino come in Svizzera, vi assicuro, dopo aver ascoltato il dibattito odierno alle Camere federali, che sono, e siete, legittimati a ridergli in faccia», è il suo lungo e scoraggiato post.Non è soddisfatto, anzi, nemmeno il PPD.