CRONACA
9 febbraio, «game over». Ma l'UDC e la Lega promettono battaglia contro la libera circolazione
A Berna passa la "preferenza indigena light". I democentristi pronti a lanciare un'iniziativa per disdire l'accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone
BERNA - La legge d'applicazione della votazione del 9 febbraio 2014 è realtà. Il modello del liberale Müller, denominato da molti gruppi "preferenza indigena light", ha ricevuto, come previsto, l'approvazione del Consiglio Nazionale. 89 sono stati i voti favorevoli, 67 quelli contrari, 33 gli astenuti. D'altronde, gli schieramenti erano noti già in partenza, con l'astensione del PPD e i no decisi dell'UDC. In molti hanno ammesso che la legge di applicazione non ricalca e rispetta l'articolo costituzionale. C'è dunque amarezza, ma l'UDC promette battaglia. Aveva già annunciato di non voler lanciare un referendum contro la legge, però ora ha affermato che, se il Consiglio federale non redigerà un'ordinanza per applicare alla lettera l'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa entro tre anni dalla sua accettazione, è pronto a lanciare un'iniziativa popolare per disdire l'accordo di libera circolazione delle persone concluso con l'UE. L'annuncio di Amstutz ha già raccolto consensi. L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) è pronta a sua volta a lanciare un'iniziativa, mentre la Lega dei Ticinesi, in un comunicato, ha fatto sapere di voler fare la sua parte. «La
Lega dei Ticinesi
deplora, evidentemente, l’esito (per quanto scontato) della votazione finale in Consiglio nazionale sul 9 febbraio, che costituisce una flagrante e scandalosa violazione della Costituzione e della volontà popolare. E’ un giorno nero per la democrazia in Svizzera. Si auspica che gli elettori, in particolare quelli ticinesi, si ricorderanno al momento opportuno di chi porta la responsabilità per questo scempio. La Lega dei Ticinesi auspica quindi che venga lanciata quanto prima un’iniziativa popolare per disdire la fallimentare libera circolazione delle persone con l’UE. La Lega, come Movimento cantonale, non ha realisticamente la possibilità di raccogliere da sola le firme necessarie alla riuscita di un’iniziativa popolare su scala federale, ma si impegna già fin d’ora a fare la propria parte per quel che riguarda la raccolta delle sottoscrizioni in Ticino», si legge nella nota.Intanto da Berna, il Consigliere Nazionale UDC
Marco Chiesa
posta su Facebook tutto il suo malcontento. «Game over! Spazzato via il 9 febbraio e affossata la preferenza agli svizzeri sul mercato del lavoro. Visto il risultato bruciano ancora di più le astensioni dei PPD. I numeri sono impietosi.Chi non era d'accordo perché si calpestava il volere del popolo svizzero, non aveva a che votare NO con l'UDC. Invece, purtroppo, molto, troppi, si sono scelti il ruolo di complici di questa violazione della Costituzione svizzera. Peccato in particolare per il Ticino».Foto tratta dal profilo Facebook di Roberta Pantani
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