CRONACA
Il ritorno di Eichenberger: «dai 2 ai 2,5 miliardi annui alla Confederazione tassando gli immigrati»
L'economista che aveva proposto la tassa sui frontalieri, ora pensa a far pagare dai 12 a 15 franchi al giorno. Quadri: «se dice che si potrebbe fare, credo più a lui che ai Consiglieri Federali "calabraghe"»
BERNA - Reiner Eichenberger colpisce ancora. Dopo la tassa di entrata sui frontalieri, che aveva scatenato un putiferio, ora l'economista propone una tassa di soggiorno aggiuntiva per gli immigrati. Un'idea che arriva a pochi giorni da quella volta a far pagare di più l'ottenimento dei permessi di lavoro che Marco Chiesa ci ha svelato in esclusiva, così come il complesso iter che dovrà compiere. In un'intervista alla Berner Zeitung, ha rivelato di pensare che la libera circolazione nel nostro paese abbia impatti diversi rispetto a quello su altri, e che è dannosa. La sua teoria è che gli Accordi bilaterali vadano mantenuti, per cui va trovata una soluzione al problema migratorio senza metterli in pericolo.E se l'UE non accetta contingenti, si potrebbe prelevare una tassa. Eichenberger ha parlato di una cifra che varia dai 12 ai 15 franchi al giorno, oppure dai 4000 ai 5000 franchi annui. Il che porterebbe nelle casse della Confederazione dai 2 ai 2,5 miliardi di franchi annui. L'immigrazione diminuirebbe, ma soprattutto chi desidera venire nel nostro paese a lavorare per poco tempo sarebbe scoraggiato, perché non gli converrebbe più. La tassa, in ogni caso, dovrebbe essere uguale per ogni categoria di lavoratori.Favorevole di principio alla tassa è, come prevedibile, il Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri. La sua mozione riguardo la tassa sui frontalieri, ispirata alla teoria del professore, è ferma. Ma ora, con questa nuova proposta, «è certo che per ridurre l'immigrazione - ed in particolare quella che non ha nulla a che vedere che le necessità (?) dell'economia (solo la metà degli immigrati arriva in Svizzera per lavorare) e quella che danneggia il mercato del lavoro (frontalierato senza limiti) - bisogna intervenire anche sul "borsello"».In conclusione, per Quadri, «se Eichenberger, che non è l'ultimo bambela arrivato ma insegna economia all'Università di Friburgo, sostiene che "sa pò", ci sono buoni motivi per ritenere che sia davvero così. E dunque per Fcredere a lui piuttosto che ad un Consiglio Federale affetto da calabraghismo cronico compulsivo, che solo a sentire la parola "UE" corre ad abbassarsi i pantaloni ad altezza caviglia».
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