CRONACA
Aeroporto, quo vadis? Cronaca di due giorni in cui succede di tutto, dalle puntualizzazioni di Bianchi ai sussurri di Bonomi, da Seitz e Borradori ai Verdi
Il presidente del CdA replica a Galeazzi e Buri, il sindaco stronca l'idea del Municipale di Agno di far passare la gestione dello scalo alla TPL, e il movimento ecologista invoca la chiusura di "un progetto morto e senza risorse"
CRONACA

Le preoccupazioni dell'UDC. "Al momento non voteremmo il credito per l'aeroporto, troppi dubbi. Il CdA? Politici e amici degli amici devono star fuori"

20 LUGLIO 2017
CRONACA

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20 LUGLIO 2017
CRONACA

"Le fughe di notizie hanno tolto la serenità, me ne vado". Dopo Sozzi, lasciano l'aeroporto altri tre membri del Consiglio di Amministrazione

27 GIUGNO 2017
CRONACA

"Le fughe di notizie hanno tolto la serenità, me ne vado". Dopo Sozzi, lasciano l'aeroporto altri tre membri del Consiglio di Amministrazione

27 GIUGNO 2017
LUGANO – Attorno all’aeroporto di Agno sta succedendo di tutto! Quando il direttore Alessandro Sozzi ha lasciato la carica (ma non è stato né un licenziamento né nelle dimissioni, era stato precisato), e due membri del CdA lo avevano seguito dando le dimissioni, si sapeva che si sarebbe dovuto riorganizzare tutto. In ballo c’è un credito da 20 milioni che il Consiglio Comunale dovrebbe votare, ma i dubbi sono tanti. Ancor di più da quando c’è stata una svolta per Darwin, che è passata in mani slovene.

La politica da mesi dibatte sul tema. Ieri, il presidente del CdA, Emilio Bianchi, in un lungo sfogo al Corriere del Ticino ha puntato il dito in particolare contro UDC e PS, contro Tiziano Galeazzi (a cui ricorda che i tempi sono molto diversi da quando c'era Crossair, per sviariati motivi) e Simona Buri, e si è detto deluso della scelta di rimandare l’esame del messaggio municipale. Addirittura, parlando dei nuovi azionisti di Darwin ("il pacchetto di Darwin viene ceduto al fondo tedesco che detiene Adria Airways, compagnia conosciuta e reputata e che inoltre è membro a pieno titolo di Star Alliance come Swiss e Lufthansa") ha espresso il timore che si stanchino, visto il clima politico. C'è necessità di operare su scala internazionale, afferma, e nega una possibile chiusura.

Su un altro fronte, Giancalo Seitz, Municipale di Agno, aveva venitilato l'ipotesi che la gestione dell'aeroporto passi alla Trasporti Pubblici Luganesi (TPL), per ottenere i sussidi federali per il trasporto pubblico e per riattivare il collegamento "verso Zurigo tagliando fuori la Swiss".

Un'idea che non è piaciuta al sindaco Marco Borradori, che pur ammettendo di non averla approndita, la vede come un ritorno al passato, quando lo scalo era municipalizzato e si sentì l'esigenza di dargli una propria autonomia. Un cambiamento così drastico imporrebbe di ritirare il messaggio municipale da 20 milioni e perdere molto tempo per un aeroporto comunque in utile.

Come se non bastasse, si sussura di un interessamento dell'imprenditore italiano Andrea Bonomi, salito alla ribalta per aver acquistato (però una dozzina di anni fa) la casa di Agno di Attilio Bigasca. Pare voglia prendere la residenza in Ticino.

Ultimo capitolo, almeno per oggi perché ne sono attesi altri, la dura presa di posizione dei Verdi, per cui "c'è un problema che va avanti da decenni. L’aeroporto è diventato il giocattolino esclusivo di una città che purtroppo deve ancora decidere cosa farà da grande, il dado è tratto è bisogna avere il coraggio di riconoscerlo. Riconoscere il problema è il primo passo per poterlo risolvere. Fino ad oggi non è stato fatto nemmeno questo primo serio passaggio", scrivono. La concorrenza di AlpTransit peggiorerà la situazione, si dicono dunque favorevoli a "una chiusura programmata in tempi ragionevoli per permettere una riconversione della zona a servizio della comunità". 

"Il territorio dell’aeroporto è prezioso, accanirsi con un progetto morto è uno spreco di risorse. Bisogna trovare un’altra destinazione più consona allo sviluppo della città: un eco-quartiere valorizzando il corso fluviale, un zona vede come zona d’incontro e scambio o un campo di patate che, almeno, renderebbe qualcosa…", concludono.

Di certo, appunto, non è finita. Sono attese repliche su un fronte caldo, anzi caldissimo.

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