CRONACA
Tarchini e Kessel vogliono prendersi l'aeroporto, "il costo? Cinquanta milioni, non è comunque un problema". Ma a una condizione: non vogliono gli hangar, che però il Cantone...
Una cordata di privati pronta a investire 30 milioni su dei nuovo hangar e un'area che sia un polo aeronautico, oltre che 20 su un hotel. Però il progetto che andrà in Consiglio comunale dovrebbe essere stracciato. Borradori, "quell'idea non si realizza dall'oggi al domani, la nostra è concreta". E Merlo vuole tutto
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LUGANO – Sergio Tarchini, patron del FoxTown, imprenditore famoso quanto contestato in Ticino, assieme a Dario Kessel, vuole l’aeroporto di Lugano. il progetto esiste già, un abboccamento si era avuto già nel 2015, e adesso la cordata di privati torna alla carica.

Come riporta il Corriere del Ticino, nella parte nord vi sarebbero degli hangar, l’area potrebbe ospitare il punto franco e diventare una sorta di polo aeronautico, radunando le aziende del settore. Kessel vorrebbe anche un albergo, in onore alla compagnia aerea da lui stesso fondata, la Sunshine. Costi? Cinquanta milioni di franchi, di cui trenta per gli hangar e venti per l’hotel, ma i due non lo giudicano affatto un problema. “Chiunque si occupa di immobiliare potrebbe essere interessato a questa operazione. Tarchini, per esempio, è un immobiliarista. Il periodo è oltretutto propizio visto che le imprese hanno bisogno di lavorare. I soldi si trovano e sono l’ultimo dei problemi”, ha affermato Kessel.

Importante che l’aeroporto per ora continui a sopravvivere, sottolinea. Sarebbe pronto, a quanto pare, a fondare una compagnia apposta per garantire i voli su Ginevra, dato li ritiene centrali, ed è convinto che la tratta su Zurigo sarà presto cancellata.

Un progetto importante, che però ha una condizione: gli hangar che vorrebbero costruire la Città e Lugano Airport non s’hanno da fare, perché “verrebbero realizzati esattamente a metà tra il terminal ed i nuovi hangar definitivi previsti dal nostro progetto, precludendo qualsiasi sviluppo futuro con investimenti privati o pubblici, e pertanto porterebbero al defilarsi di eventuali privati intenzionati ad investire con criteri”.

La Città cosa ne pensa? Marco Borradori ritiene positivo che dei privati si interessino allo scalo, convinto che non si farebbero avanti se pensassero che sia una perdita di tempo, e quindi che esso non ha possibilità di sopravvivenza. Ma dover rinunciare ai due hangar, col rapporto sulla concessione del credito per essi che sta per essere ultimato dalla Gestione, non convince. “Sappiamo benissimo che opere di questo tipo non possono venir realizzate dall’oggi al domani. Invece noi sul tavolo abbiamo già pronto il progetto dei nostri due hangar. Sarebbe un peccato, e una mancanza di concretezza, rinunciare a qualcosa che già abbiamo praticamente pronto. Rinunciare per qualcosa di meno concreto”. Il Cantone, tra l’altro, per dare sostegno all’aeroporto vorrebbe che gli hangar venissero approvati.

Borradori diplomaticamente fa notare che in ogni caso, anche in caso di sì del Consiglio comunale, la costruzione non partirebbe il giorno dopo, e ci sarebbe tempo per discutere e mediare.

La presenza del direttore Maurizio Merlo è apparsa una delle condizioni che ha permesso di far partire le discussioni. ”Ben venga questa iniziativa dei privati. Entrambi gli hangar possono esistere all’aeroporto. Abbiamo bisogno di entrambe le strutture”, fa sapere, oltretutto dato che il progetto dei privati è ancora in fase molto sperimentale e non è stato presentato. Dunque, vuole gli hangar.

Una complicazione, o forse una magnifica opportunità, sulla strada… o sulla pista, di un aeroporto in un periodo di forti turbolenze.

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