CRONACA
Una banda che clonava carte di credito in tutta la Svizzera. Dalla Bulgaria al Ticino sino alle Antille Olandesi, storia di un fermo internazionale
È stato estradato in Ticino un 43enne bulgato che aveva probabilmente un ruolo di spicco all'interno di un'organizzazione i cui membri partivano dalla Bulgaria e raggiungevano la Svizzera passando dall'Italia

BELLINZONA - Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano che nei giorni scorsi è stato estradato dalle Antille Olandesi un 43enne cittadino bulgaro. 

L'uomo, su cui pendeva un mandato di cattura internazionale spiccato dalla magistratura ticinese, è sospettato di far parte di un sodalizio criminale dedito alla pratica dello skimming (clonazione di carte di credito). 

Una banda ben organizzata e strutturata, con diramazioni in diversi Paesi ed attiva in passato anche in Ticino. La sua identificazione è stata resa possibile dagli accertamenti scaturiti dall'attività investigativa della Polizia cantonale e fa seguito anche al fermo, avvenuto il 14.05.2017, di un 41enne e un 34enne, entrambi cittadini bulgari residenti in Bulgaria. 

Le successive e approfondite verifiche degli inquirenti hanno in particolare permesso di stabilire come il 43enne bulgaro avesse un ruolo di spicco all'interno dell'organizzazione, i cui membri partivano dalla Bulgaria e raggiungevano il nostro territorio passando dall'Italia.

Questo sovente utilizzando autovetture staffetta e muovendosi in gruppi di due persone per volta che si suddividevano poi ruoli, apparecchiature tecniche ed obiettivi. 

Posto in detenzione nelle Antille Olandesi insieme ad altri connazionali per una serie di reati analoghi, il 43enne è infine stato estradato e si trova ora in stato di carcerazione preventiva in Ticino. Le ipotesi di reato sono quelle di acquisizione illecita di dati, abuso di impianto per l'elaborazione dei dati e messa in circolazione di apparecchi di ascolto, registrazione del suono e di immagini. 

L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.

Importante notare come a seguito dei primi fermi e dei successivi arresti di elementi appartenenti alla banda, in tutta la Svizzera è praticamente cessato questo tipo di manomissione ai danni degli sportelli bancomat.

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