CRONACA
"La lontanza spegne gli amori piccoli, non quelli forti". Ida e Azad aspettano di ricongiungersi e sognano una famiglia
Un anno fa iniziammo a seguire la vicenda del giovane del Kurdistan costretto a lasciare la Svizzera e la fidanzata. Nel frattempo si sono sposati. Lei: "Si chiedeva se sarei andata davvero da lui e ho mantenuto la promessa"

MENDRISIO – È passato poco più di un anno. Quel ricordo su Facebook che ricorda la pubblicazione dell’articolo è stata l’occasione per ritrovarsi a fare il punto della situazione, quanto meno ufficialmente, dato che la storia di Ida e Azad l’ho sempre seguita, da giornalista e da persona che ammira un amore così forte da andare oltre gli ostacoli.

Ricordate? La loro voglia di stare insieme era stata ostacolata dal fatto che lui, a un certo punto, ha dovuto lasciare la Svizzera per tornare nel suo paese natale, il Kurdistan, da cui mancava da una ventina d’anni. Un paese devastato dalla guerra, tanto che per farlo partire il padre vendette parti importanti della sua vita. Ma come si fa a tornare in un luogo che non senti più tuo, soprattutto lasciando quella che sei convinto essere la donna della tua vita in Ticino?

Ida mi aveva raccontato che cosa aveva fatto per aiutarlo a rimanere qui. Ma poi i due si erano dovuti arrendere al primo distacco: lui in Kurdistan, lei qui. E si emoziona ancora ripercorrendo quel momento, meno male ci sono le videochiamate, altrimenti sarebbe stato quasi impossibile. “Lui mi diceva: ‘ma poi vieni sul serio? Non sparisci?’”, rievoca. Detto fatto: Ida lo scorso gennaio è andata nel Kurdistan, un viaggio infinito, per sposare Azad. Adesso i due attendono il ricongiungimento familiare.

Lui non può venire in Svizzera e lei quest’estate è andata a trovarlo, troppo forte la nostalgia. “Pensa che l’altro giorno mi ha mandato una canzone d’amore e ha detto che gli veniva da piangere pensando a me. Ma dobbiamo essere forti”, continua lei, che nonostante le difficoltà, sorride sempre, non si abbatte. D’altronde ha la prova, “la distanza spegne i piccoli fuochi e alimenta quelli forti come il nostro. Se abbiamo resistito sinora…”. La distanza c’è, non è facile. Ogni tanto salta fuori la gelosia, inevitabile. I loro sogni sono tanti: Azad comincerà a lavorare col padre di lei, quando sarà in Ticino, vorrebbero una famiglia, lei comincia a progettare cose quotidiane come l’orario della cena, che in questo momento non possono vivere.

Già, ma quando? “A fine mese dovrebbero darmi una tempistica, ho inviato molti documenti. È stata una maratona, però se mancasse ancora qualcosa me lo avrebbero detto. Speriamo sia presto”.

Le chiedo se qualcuno, anche fra le amiche, abbia dubitato di loro, pensando che Azad volesse solo poter restare in Svizzera. Sì, ce ne sono state, e Ida ha tagliato i ponti, sicura del suo amore. “Lui piuttosto aveva un po’ paura a tornare a casa, non vedeva i suoi da tanto tempo, non sapeva come sarebbe stato accolto. Ovviamente sono felici di rivederlo, di averlo a casa, ma lo sono anche che sia sposato con me. Gli dicevano ‘chissà se verrà davvero questa ragazza’, quando sono arrivata a gennaio hanno apprezzato. Sono piaciuta loro, anche perché avevo fatto una promessa e l’ho mantenuta. Mi hanno accolto alla grande, vogliono che torni. E lo farò sicuramente, anche con lui. D’altronde, se avremo dei figli, dovranno conoscere la cultura della sua famiglia d’origine, no?”.

Una cultura, mi racconta, non poi così diversa dalla Calabria da cui lei proviene. Certo, c’è la religione diversa. “Però Azad non è assolutamente estremista, anzi non prega con la sua famiglia, quando viveva in Ticino mangiava di tutto, compresa la carne di maiale e beveva l’alcool. Gli ho chiesto se avesse avuto piacere che io portassi il velo, in Kurdistan, e non ha voluto. Però questo agosto ho dovuto mettere pantaloni lunghi sempre, sapessi che caldo! Il paesaggio veramente mi ricorda la mia Calabria, con grandi distese, con delle zone in cui creano degli incendi intenzionali per proteggersi da quelli veri. E poi, siamo sinceri, una storia può non funzionare anche se si viene dallo stesso paese”.

I giorni che ha potuto trascorrere con Azad prima della sua partenza per il Kurdistan le hanno permesso di farlo conoscere ai suoi amici e alla sua famiglia, come non era avvenuto prima. E lui ha saputo farsi apprezzare, è soddisfatta lei. Il lieto fine pare dietro l’angolo, eppure non si sa quando avverrà.

Concludiamo la chiacchierata condividendo piccoli aneddoti di ragazzi, sogni per un domani. Per loro, solamente, non si sa fra quanto. Azad in Ticino ha passato tutta la sua vita adulta, il paese natale ha fatto fatica a riconoscerlo. A parte le ricette, che si è sempre portato dietro, e la torta tipica che Ida mi regala. Salutandomi con la speranza che la prossima volta magari potrò raccontare la festa che vogliono organizzare, una sorta di matrimonio bis, quando lui sarà qui. 

Paola Bernasconi

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