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Il dopo Weintestein: la F1 abolisce le ombrelline, Ghisolfi: "non bisogna minimizzare ma neppure esagerare. Piuttosto cancelliamo certi ruoli in tv..."
Fa discutere la scelta della società che organizza il campionato. Bernie Ecclestone: "piacevano a tutti, davano un tocco glamour. Il mondo è diventato troppo pudico". La sindacalista, impegnata da sempre per le donne: "semmai potevamo vestirle di più... Queste ragazze potevano scegliere, non subivano molestie"
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18 OTTOBRE 2017
BELLINZONA – La Liberty, società che organizza il Mondiale di Formula 1, ha deciso di abolire le ombrelline. Le avete mai notate? Probabilmente, se siete uomini, sì. Si tratta in ogni caso di quelle ragazze che reggono il numero del pilota, in piedi a fianco alla vettura. Il motivo? Andrebbero contro l’immagine attuale della donna.

Basito Bernie Ecclestone, che fino a qualche anno fa comandava la F1. “Le ragazze in griglia piacevano a pubblico e piloti. Facevano parte del rito delle gara, garantendo un tocco glamour all’interno ambiente dlela F1”, ha detto al Sun. “Per quanto ci provi, non riesco a comprendere il motivo per cui una bella ragazza davanti a una monoposto col numero del pilota fra le mani possa risultare offensiva per qualcuno. È la prova che il mondo sta diventando troppo pudico”.

Tutto questo dopo il caso Weinstein, e lo sdoganamento del concetto di molestie. Il ruolo della donna pare essere cambiato, almeno nelle percezioni, tanto da far arrivare a una decisione simile: assurdo? Esagerato?

Ne abbiamo parlato con Nadia Ghisolfi, deputata PPD e sindacalista OCST, da sempre attenta ai problemi delle donne.

“Queste ragazze erano pagate, per loro era un lavoro? Se così era, non vedo perché abolirle. Come ogni cosa, la donna può scegliere. C’è chi vuole fare determiati lavori mettendo in evidenza e sfruttando il suo corpo, come una ballerina, una soubrette o una modella, e chi preferisce altre attività. Bisogna sempre avere un limite, cioè il rispetto per sé stessi e per gli altri, e in professioni simili c’è ancora la libertà di scelta se farlo o no, diversamente dalle prostitute, per esempio”, ci dice.

Si sta esagerando dopo il caso Weinstein? Ghisolfi concorda. “Se proprio erano nude, potevano vestirle di più… Stiamo comunque andando oltre, la molestia è da condannare, ma non per questo non si può più far niente. Ci sono altri ruoli in tv che presentano la donna in modalità molto più sminuente del suo ruolo.  Piuttosto abolirei quelle trasmissioni dove si mostrano ragazze praticamente nude, che impersonificano il ruolo delle cretine: probabilmente non lo sono, ma vien detto loro di farlo, e mi dà un gran fastidio. Almeno le ombrelline fanno ombra, non le cretine in modo fastidioso…”.

Ma come definire il confine? Si sta mischiando tutto… “Far ombra potrebbe farlo anche l’uomo. In tv non si vede mai un uomo mezzo nudo: dove sta la parità? Se un ruolo è solo spregiativo e basato sull’aspetto estetico, evidenzia qualcosa che non va nella cultura. In ogni caso non c’entra nulla con le molestie. Una donna può essere nuda senza essere molestata”.

Ghisolfi ha toccato il tema prostituzione. In settimana abbiamo parlato del tema con Kathya Bonatti, partendo dai pareri contrastanti di TClaudia Crivelli Barella e Tiziano Galeazzi: cosa ne pensa lei? “La maggior parte lo fa perché costretta. Chi lo fa per scelta è chi guadagna davvero tanto e si sceglie i clienti in ambienti super esclusivo. Le altre hanno bisogno di soldi, non possono fare altro mestiere, non hanno capacità, e poi finiscono nel giro. Avevo letto di una giovane che aveva scelto di essere una prostituta, però è davvero un caso. E penso a chi vende la verginità, affitta l’utero… mah, siamo oltre i limiti. E queste esagerazioni non aiutano. Le molestie non vanno minimizzate, ma neppure esagerare tutto”.

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