POLITICA
Quadri: "Condivido quanto detto da Bignasca, ma non capisco la tempistica. Siamo in campagna elettorale..."
"Sul Mattino dicemmo subito dopo le cantonali che bisognava tornare più Movimento e più opposizione", spiega il Consigliere Nazionale. "Ma il lavoro a livello cantonale deve ancora de facto iniziare. Non comprendo..."

LUGANO – Lorenzo Quadri condivide il contenuto della presa di posizione di Boris Bignasca, ma non capisce come mai il figlio del Nano abbia voluto renderla pubblica proprio oggi.

Come commenta quanto scritto, e largamente ripreso dai media, da Boris Bignasca?

“Il Mattino subito dopo le elezioni delle aprile in prima pagina diceva che la Lega avrebbe dovuto fare autocritica, che probabilmente nel quadriennio precedente ci si era adagiati troppo su posizioni filo governative e che dunque si doveva recuperare e valorizzare meglio l’anima movimentista, essendo più movimento e meno partito, valorizzando il ruolo di opposizione e tornando in piazza a raccogliere firme per iniziative e referendum. Sono osservazioni che condivido, sono state scritte ma anche dette nelle riunioni del dopo elezioni. Sugli aspetti di essere più Movimento e meno partito, più opposizione e meno Governo penso siamo tutti d’accordo e consapevoli che bisogna cambiare qualcosa a livello di impostazione. Adesso dobbiamo anche impegnarci per le elezioni federale, dove abbiamo concretamente la possibilità di rappresentare la volontà del Ticino, o della maggioranza, sul tema principale della prossima legislativa, ovvero i rapporti con l’UE. Lì ci giochiamo il futuro della Svizzera e abbiamo la possibilità di portare le posizioni del Nano a Berna. Il lavoro lo si sta facendo, a livello federale. Per quando concerne il livello cantonale, il nuovo Parlamento si è insediato a maggio, d’estate non si fa molto, quindi de facto inizia adesso il suo lavoro. La Lega a livello cantonale avrà ora la possibilità di recuperare e valorizzare il suo essere opposizione su temi importanti, penso per esempio al famoso credito di 500 milioni di risanamento della Cassa Pensioni, dove abbiamo una posizione che porteremo avanti forse soli. La si potrà far valere in Gran Consiglio e eventualmente con un referendum. Quindi, nel merito siamo d’accordo, il lavoro cantonale comincia adesso, non capisco la tempistica…”

Non si spiega il perché Bignasca abbia detto così ora, giusto?

“Fosse uscita, come presa di posizione, fra un anno, per dire che si doveva fare e non abbiamo fatto, capirei. Adesso, non so. Non si è ancora veramente nel bel pezzo del lavoro politico a livello parlamentare, anche al nuovo gruppo in Gran Consiglio, e alla Lega in sé, va dato tempo. Non capisco bene la tempistica, sebbene sono il primo a essere d’accordo con quanto detto, ne sono consapevoli tutti, Consiglieri di Stato compresi. Non comprendo il motivo scatenante”.

Ne parlerà, immaginiamo, con lui.

“Non solo io, ne parleremo. Ciascuno è libero di dire le sue posizioni, ci mancherebbe. Non sono in Gran Consiglio, non so se sia successo qualcosa a livello cantonale, però non capisco il motivo di una critica così globale sull’operato della Lega adesso. Non saprei cosa dire”.

A livello elettorale una critica così forte può influenzare il voto?

“È un po’ peccato che si esca con una critica così quando siamo in piena campagna per le federali, dove ci fissiamo l’obiettivo di portare a Berna quelle che sono sempre state le posizioni della Lega e del Nano, contro l’UE ecc. Siamo gli unici con l’UDC a portarle avanti e sarebbe peccato indebolirci proprio ora, anche se non si deve pensare che ogni dichiarazione pubblica abbia chissà che effetto. In questo momento la priorità deve essere la campagna per le federali, che non sono elezioni di serie B e dove la posta in gioco è di fatto l’esistenza della Svizzera come la conosciamo, le nostre energie dovrebbero essere li. La prima battaglia importante della storia leghista è stata, tra parentesi, quella per il no allo Spazio Economico Europeo, nel 1992”.

Molti utenti, commentando le parole di Bignasca, hanno detto che diversi politici sono entrati nella Lega per conquistarsi un posto coi piedi al caldo, e una volta arrivati sono cambiati. Condivide?

“Commenti simili si sentono ovunque. La Lega è nato come Movimento di opposizione, poi ha assunto dei ruoli governativi, non da oggi. Quando succede questo, ci si deve assumere delle responsabilità governative, non vuol dire che la Lega viene snaturata, bisogna mantenere un giusto equilibrio tra quella che è la posizione critica dell’operato dei membri del Governo, compresi i propri, e quello che è il ruolo. I Consiglieri di Stato fanno i Consiglieri di Stato, i parlamentari fanno i parlamentari. Il doppio ruolo Governo-opposizione che viene sempre tirato fuori come se fosse un crimine da chi vorrebbe farlo e non riesce, non se l’è inventato la Lega. Il PS fa esattamente la stessa cosa a livello federale, anche l’UDC. Non è una cosa esotica che non esiste far parte del Governo e fare opposizione. Facile dire che la Lega è cambiata, magari chi lo dice non c’era nemmeno, prima. Entrare in Governo vuol dire evolversi, non snaturarsi. Lo scorso quadriennio si è perso un po’ il mix corretto e ci si è adagiati su posizioni filo-governative, ma di questo siamo tutti consapevoli, ripeto”.

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