POLITICA
Il PS ha fretta. "Salario minimo, non si può più aspettare. E che sia minimo 20 franchi all'ora"
Il PS "conferma che è disponibile a ottenere una maggioranza in Gran Consiglio, a condizione che l’ammontare del salario minimo non sia inferiore ai 20 franchi all’ora e che rispetti gli obiettivi della Costituzione ticinese", si legge in una nota

BELLINZONA – Sarà una delle questioni calde del prossimo autunno, ieri si diceva che potrebbe approdare in aula in ottobre: il salario minimo è stato votato da un po’ dai ticinesi ma si discute sul quanto, da tempo.

E il PS non vuole più attendere. “L’introduzione di un minimo salariale dignitoso di almeno 20 franchi all’ora è urgente ed è attesa da ben quattro anni dalla popolazione ticinese: sono troppi! Un salario minimo legale inferiore non è dignitoso così come è inaccettabile che i partiti di maggioranza tergiversano ancora sull’ammontare dello stesso. Ora si assumano le proprie responsabilità verso i ticinesi e vadano in Parlamento senza delegarle al Consiglio di Stato. Per il PS la posizione è chiara: sotto i 20 franchi all’ora non si va”, si legge in una nota.

Sono passati, appunto, quattro anni da voto, e la “popolazione ticinese attende l’introduzione di un salario minimo legale dignitoso, come deciso con il Sì all’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” nel giugno del 2015. Quattro anni sono decisamente troppi ed è inaccettabile che i partiti di maggioranza in Governo tergiversino ancora di più facendo torto alle lavoratrici e ai lavoratori per i quali il minimo salariale legale è più che necessario. Soprattutto per le migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti a vivere in situazioni di povertà e a dover far capo all’aiuto sociale benché lavorino”.

Ieri se ne è parlato in Gestione. “Dopo la discussione in Commissione della gestione, il PS ribadisce con decisione la sua posizione, già affermata con fermezza fin dall’inizio della discussione sul dossier: il salario minimo legale è indispensabile per combattere la povertà permettendo a chi lavora, quindi anche a chi a figli, di vivere dignitosamente. Il minimo salariale legale non può e non deve perciò essere inferiore a 20 franchi all’ora perché è una misura sociale il cui ammontare è calcolato sulla base del reddito determinante delle prestazioni complementari (PC) per l’AVS-AI. Una base di calcolo riconosciuta su tutto il territorio nazionale per cui, in Ticino, si ottiene un salario minimo di 21,50 franchi all’ora o di 3’740 franchi al mese”, precisa il Partito Socialista.

“L’utilità di questa misura sociale è stata confermata con una sentenza del Tribunale federale dell’agosto del 2017 che ha respinto i ricorsi di padronato e ambienti economici contro l’introduzione di un salario minimo di 20 franchi all’ora nel Canton Neuchâtel. Affermare che un minimo salariale inferiore sia a una misura sociale in Ticino corrisponde perciò al falso”, fa notare.

Ma ora tocca anche agli altri: “Ora i partiti si devono assumere una volta per tutte le proprie responsabilità, andare in Parlamento e dire apertamente, nel rispetto della popolazione ticinese, l’ammontare del salario minimo che ritengono dignitoso senza più delegare la responsabilità al Consiglio di Stato. Il PS conferma che è disponibile a ottenere una maggioranza in Gran Consiglio, a condizione che l’ammontare del salario minimo non sia inferiore ai 20 franchi all’ora e che rispetti gli obiettivi della Costituzione ticinese, modificati dopo l’accettazione popolare dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” votata dai Ticinesi ben quattro anni fa e che va concretizzata senza più attendere”.

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