POLITICA
Quadri: non passa il frontaliere! Stop a chi varca la dogana da solo in auto
Il consigliere nazionale chiede con un postulato di valutare la possibilità di impedire l'accesso in Svizzera ai lavoratori che viaggiano soli
TiPress/Davide Agosta

BERNA – È una proposta che farà discutere, quella formulata oggi in un postulato del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, anche se non sarà facilmente applicabile… “Il Consiglio federale – si legge nel testo - è incaricato di esaminare la fattibilità, da parte dei Cantoni, di decretare dei divieti d’accesso, a determinate condizioni, alle auto di frontalieri con a bordo il solo conducente; qualora necessario, di sottoporre all’Assemblea federale una base legale, o di emanare un’ordinanza, che dia la possibilità ai Cantoni di introdurre quanto indicato sopra”.

Per i frontalieri, scrive Quadri, “la condivisione dell’auto non è un tema. Dall’ultimo rilevamento effettuato dal Dipartimento del Territorio del Canton Ticino è emerso che ben l’87% delle auto in entrata con targhe italiane viaggiano con a bordo il solo conducente. Le conseguenze viarie di questa situazione, specialmente nel Mendrisiotto e nel Luganese, sono dei continui congestionamenti della viabilità con tutte le ricadute negative del caso sulla qualità di vita degli abitanti (inquinamento, esposizione al rumore, difficoltà negli spostamenti, eccetera).

A questo va aggiunto che il numero dei frontalieri continua ad aumentare, avendo la maggioranza del Parlamento federale rifiutato di concretizzare la preferenza indigena ed i contingenti votati dal popolo. È inoltre probabile che la recente decisione parlamentare di permettere ai frontalieri l’uso delle vetture private per spostamenti professionali finirà con l’ulteriormente incentivare i permessi G a raggiungere la Svizzera in auto invece che con il trasporto pubblico.

Questi problemi viari, essendo provocati dagli eccessi del frontalierato, vanno risolti intervenendo sulla causa. Non è per contro accettabile pensare di farlo penalizzando indiscriminatamente tutti gli

automobilisti, compresi i residenti, che hanno tutto il diritto di potersi spostare liberamente in casa propria.

La questione non riguarda ovviamente solo il Ticino, ma tutte le regioni ad alta concentrazione di frontalierato. Nel Canton Ginevra sono state formulate proposte da parte di varie forze politiche per affrontare il problema. Una di esse – dell’ex consigliere di Stato Pierre Maudet – prevede, durante le ore di punta, un divieto di entrare nel Cantone attraverso i valichi secondari per i veicoli con a bordo una sola persona. La proposta è certamente interessante. I Cantoni di confine devono avere la possibilità (non l’obbligo) di intervenire in tal senso, anche introducendo dei divieti d’accesso a determinate condizioni, così da imporre modalità di trasporto alternative, come la condivisione dell’auto o la mobilità aziendale, che altrimenti – come confermano i dati ticinesi – non decollano”.

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