IL BLOG DI DON GIANFRANCO
La mamma disperata: “Mio figlio è un mostro. Per ora non me la sento di andare in carcere a trovarlo”
Don Gianfranco Feliciani sul femminicidio di Senago riporta la lettera indirizzata alla madre del killer

*Di Don Gianfranco Feliciani

Ancora un femminicidio. Ma stavolta la tragedia che ha sconvolto l’Italia supera se stessa. Alessandro ha ucciso la compagna Giulia e il figlio di sette mesi che si portava in grembo. Aveva incontrato una nuova compagna e aveva deciso di “farla finita” con la situazione precedente. Tutto qua. Subito braccato dalla giustizia ha confessato il delitto con una naturalezza e una tranquillità che fa accapponare la pelle.

Sabrina, la madre del giovane omicida, è disperata: “Ho generato un mostro… Gli voglio sempre bene, ma adesso proprio non ce la faccio ad andare in carcere a trovarlo”. Comprendiamo tutto lo strazio, i sensi di colpa, la rabbia, lo smarrimento di questa povera mamma… Ma d’altra parte non possiamo permettere che la disperazione ci distrugga del tutto. Don Maurizio Patriciello, giovane prete napoletano, noto per il suo coraggio nella lotta contro la mafia e la corruzione, ha indirizzato a questa povera madre annientata dal dolore, queste parole che toccano il cuore. “Cara mamma Sabrina, continua a chiedere perdono a Giulia, e alla sua famiglia, è tuo dovere e ti fa onore. Ma, appena puoi, corri da tuo figlio. Non dirgli niente, sa già tutto. È una persona distrutta, che soffoca in un imbuto senza aria e senza luce. Forza! Supera te stessa, gettagli le braccia al collo. Tienilo stretto a te, come quando, bambino, veniva a ficcarsi di notte nel tuo letto durante un temporale. Piangete insieme. Fagli luce, vaga nel buio più profondo. Si sente un Caino e lo è. Ma tu ricorda che, dopo la morte di Abele, Dio ordinò: ‘Nessuno tocchi Caino’. Il Signore, oggi, ti chiede di affrontare le doglie di un nuovo parto, più doloroso, più angosciante. Accetta. China il capo e rispondi: ‘Eccomi!’.

Noi faremo silenzio, ti guarderemo da lontano. Rispettosi. Comprensivi. Non ti lasceremo sola. Anche i genitori di Giulia, ne sono certo, capiranno. Nessuno oserà giudicarti. Ma, almeno tu, Sabrina, non abbandonare a se stesso questo tuo figlio scellerato. Tieni accesa la fiammella della pietà. In essa è custodita la speranza, senza la quale vivere è impossibile. Facci questo dono. Te ne saremo grati”.

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