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Bombe dal Consiglio del Pubblico CORSI: "Battute eccessive tra conduttore e voce fuori campo, applausi forzati, ritmo, toni: non va!"
"Inaccettabile per il servizio pubblico il siparietto che ha occupato un terzo della puntata", si legge in un infuocato comunicato stampa, che sottolinea di aver già fatto presente alla RSI quelle che ritiene essere le debolezze del format

COMANO – Il format di Politicamente Scorretto non piaceva sino in fondo al Consiglio del Pubblico della CORSI. Emerge da un rapporto di monitoraggio che era stato consegnato alla RSI, dove si chiedeva un riorientamento del talk show. E ora è arrivato quello definito da tutti “uno scivolone”…

“Come già prontamente comunicato alla Direzione della RSI, il Consiglio del pubblico della CORSI ritiene non solo inopportuno, ma inaccettabile per il servizio pubblico quanto proposto dal programma RSI “Politicamente scorretto”. Ci si riferisce al deplorevole siparietto che ha occupato ben 1/3 della puntata, quando sono state chiamate in scena due donne e la voce fuori campo ha chiesto al conduttore e all’ospite di sfidarsi indicando sul corpo delle donne, tramite una bacchetta, la parte del corpo citata”, attacca un duro comunicato del Consiglio del pubblico.

“Ma non è tutto. Le battute eccessive e poco opportune fra il conduttore e la voce fuori campo, l’invadenza a tratti della conduzione “a due” per rapporto all’ospite, i ripetuti applausi forzati, il ritmo, i toni e il linguaggio del programma, i contenuti delle interviste come pure la scelta e la gestione degli ospiti, in questo caso e in generale, hanno riconfermato le fragilità strutturali del format già evidenziate dal Consiglio del pubblico”, prosegue, prendendosela di fatto anche con Casolini.

“Una scelta redazionale come quella compiuta per la puntata di sabato scorso non può essere semplicemente ricondotta a una mera superficialità, a un incidente di percorso o a uno scivolone occasionale. Il Consiglio del pubblico ha già manifestato a più riprese fin dalla prima edizione del programma nella primavera 2018, formalizzandole anche nel rapporto di monitoraggio discusso con la RSI e reso pubblico attraverso il sito CORSI, forti perplessità su “Politicamente scorretto” auspicando un riorientamento del programma per un intrattenimento di maggiore spessore e qualità, auspici che purtroppo la RSI non ha raccolto”.

Cosa non piaceva, già nel rapporto inviato? Si parlava di un “format ancora sperimentale e non ben definito, tant’è che il Consiglio del pubblico ha incontrato qualche difficoltà a identificarne l’esatta tipologia. Non si tratta evidentemente di un talk show giornalistico, quanto piuttosto di un programma di intrattenimento”.

I dubbi venivano anche “da una certa ambiguità nel target del programma: a chi si rivolge esattamente? Come spiegatoci dai produttori, il programma intende traghettare, attraverso il conduttore Nicolò Casolini, che ha un grande pubblico anche sui social network ma che proviene da un altro ambito, dalla redazione sportiva, un pubblico giovane senza tuttavia perdere il pubblico generalista e più grande d’età, che abitualmente fruisce dell’offerta in questa casella fra la fascia informativa e il prime time”.

La conduzione piaceva con alcuni ospiti, magari più vicini come età e esperienze a quelle di Casolini, e non con altri. Era stato chiesto di “rivedere l’impianto scenografico e grafico dando maggiore identità al programma” e l’impressione sulle domande era quella che “a prevalere nell’intervista fosse la scaletta (le domande già pronte, le gag già previste, ecc.), piuttosto che l’ascolto. Non si è in grado di determinare se ciò sia riconducibile a una carenza redazionale nel preparare i temi, all’inesperienza del conduttore in un nuovo genere di format e di ambito/alla sua abitudine di giornalista sportivo (dove spesso il ritmo è molto veloce) o piuttosto a una scaletta troppo rigida e troppo ricca, che non permette un vero dialogo, bensì una sequenza di domande e risposte”.

Per un programma a lungo termine, serviva “un maggiore impegno a livello di redazione, conduzione e produzione. Riteniamo valida l’idea di un talk show in questa fascia, ma suggeriamo una migliore definizione del format intervenendo sulla redazione, produzione e conduzione e assegnando adeguate risorse finanziarie per permettere a un prodotto che al momento sembra ancora piuttosto sperimentale e ibrido di acquisire maggiore identità, carattere e qualità. Auspichiamo anche una declinazione più di sostanza di quel “politicamente scorretto” tanto sbandierato nel titolo e nei lanci del programma”, si leggeva nel rapporto.

Al di là della discussa puntata con De Rosa, la RSI cambierà dunque qualcosa nel format?

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