CRONACA
La verità di Pau-Lessi. "Mi dissero che ci provava. Ma non sapevo nulla degli abusi"
Oltre ad autosospendersi dal Consiglio della Magistratura, ha scritto una lettera al Consiglio di Stato. "Il mio errore è stato non smentire la ragazza che diceva di avermi parlato dei rapporti sessuali. Lo feci perchè..."

BELLINZONA – Oltre a essersi autosospeso dal Consiglio della Magistratura, Ivan Pau-Lessi ha scritto una lettera di tre pagine al Consiglio di Stato, dove spiega la sua versione su quel che sapeva in merito all’ex funzionario DSS condannato settimana scorsa.

“Rispetto a quanto mi sarebbe stato riferito dai giovani anni addietro, rilevo che in effetti nel 2005 (tredici anni fa!) alcuni ragazzi (salvo errore tutti maggiorenni) del Forum dei giovani mi avevano chiesto un incontro. Stando ai miei appunti all'incontro vennero in tre. In occasione di quell'incontro i tre giovani mi vollero raccontare di comportamenti discutibili tenuti dall'operatore sociale, delle sue modalità nello svolgere il suo ruolo di sostegno per I'organizzazione del Forum e del fatto che ci provava» con le giovani. Io presi atto di queste dichiarazioni e il giorno dopo mi feci degli appunti, riconoscendo la delicatezza di quanto riferitomi. In nessun caso, tuttavia, qualcuno mi parlò di rapporti sessuali, men che meno estorti. Fosse stato così lo avrei segnato nelle mie note dell'incontro (che allego a questo mio scritto per vostra informazione) e, evidentemente, ne avrei parlato con i miei superiori (rammento che in effetti il giorno dopo ne parlai con un altro funzionario (lui fa il nome, ndr) ma del tema dell'operatore sociale in generale e non di «rapporti sessuali”, scrive. 

All’incontro “erano presenti tre giovani: se i miei ricordi non mi tradiscono la PP Borelli nell’interrogatorio di agosto 2018 mi informò anche della dichiarazione di un'altra giovane pure presente all'incontro del 2005, che però smentiva la sua compagna (anche se poi non mi sembra che la PP avesse insistito e tantomeno chiarito la contraddizione); non so invece se sia stato sentito anche il ragazzo e cosa questi eventualmente ha raccontato (si tratta di cose tutte evidentemente da verificare consultando gli atti dell’incarto)”.
Però, quando venne interrogato dal Ministero Pubblico nell’ambito della fase processuale, Pau-Lessi commise quello che chiama un errore. “Il mio errore in occasione dell'interrogatorio presso il Ministero pubblico - mancandomi peraltro in quel frangente qualsiasi consiglio o appoggio - è stato invece quello di non smentire categoricamente la ragazza che diceva di avermi parlato dei rapporti sessuali da lei avuti o che stava avendo con l’operatore sociale: non l'ho fatto perché, ingenuamente, pensai che alla fine, senza dover entrare in polemica con la giovane, le cose sarebbero comunque risultate chiare sulla scorta dei miei appunti e che, palesemente, vi era un errore in quello che lei diceva (per lei era passato molto tempo e sicuramente aveva parlato dei rapporti tra lei e l’operatore sociale con altre persone). Con il senno di poi, mi chiedo però anche se il magistrato inquirente, consapevole dell'estrema delicatezza della cosa e delle conseguenze potenzialmente per me rovinose dell’interrogatorio, non avesse dovuto rendermi attento alla cosa. Alla fine ribadisco che non ho assolutamente memoria che mi sia stato riferito di abusi o rapporti sessuali commessi dall'operatore sociale sui ragazzi. Se di questo si fosse trattato lo avrei segnato nei miei appunti, ne avrei parlato con i miei superiori e certamente me lo ricorderei”.

Ma cosa c’era nei suoi appunti? “Mi venne riferito di comportamenti irrispettosi, inadeguati (penso in particolare alle "avances" verso i giovani) da parte dell'operatore sociale ma non di qualcosa di penalmente rilevante o suscettibile di denuncia penale”.

Insomma, la sua sorpresa quando ha sentito parlare di abusi sessuali è stata enorme. Come l’impatto dell’intera vicenda, spiega, su di sé e sulla sua famiglia. Ora vuole che si chiariscano con calma i contorni di tutto.

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