CRONACA
"Chi è senz'ammenda scagli la prima pietra!". Automobilisti italiani devono 782mila franchi al Ticino per le multe!
Daniele Casalini, dopo il caos scoppiato a causa del caso-multe, aveva interrogato il Consiglio di Stato. Le contravvenzioni riconducibili a debitori italiani sono l'81% di quelle dei cittadini UE: l'importo complessivo è di milione di franchi

BELLINZONA – I ticinesi non pagano le multe prese in Italia? Se ricordate, scoppiò un caos tremendo, con accuse e controaccuse. Ma al contrario, la situazione com’è? Lo aveva chiesto il leghista Daniele Casalini.

In pratica, stando alla replica del Consiglio di Stato, “con riferimento alle casistiche contenute nella nuova banca dati (stato a fine febbraio 2019), le ingiunzioni di pagamento scadute relative a contravvenzioni intimate a debitori residenti nell’UE ammontano a 6'653 casi, per un importo complessivo di CHF 1'020'891.50. Di questi, 5'412 casi (ovvero l’81%) sono riconducibili a debitori residenti in Italia, per uno scoperto complessivo di CHF 782'014.10”.

E il leghista attacca: “Il quadro che ne emerge, nonostante i lodevoli sforzi delle nostre Istituzioni, vede per svariate ragioni, un ammontare delle multe non pagate da utenti per la maggioranza italiana per un importo di oltre un milione di franchi ! Il lavoro svolto dalla nostra Polizia e dall’Amministrazione del dipartimento è sicuramente di ottimo livello, purtroppo però le leggi di riferimento non permettono di avviare esecuzione di crediti all’estero, motivo per il quale c’è chi, con comportamenti scorretti, se ne approfitta e lascia il debito insoluto in Ticino. Quindi tra targhe ticinesi con italiani alla guida e italiani che non pagano le multe elevate in Ticino, credo che le lamentele d’oltre confine andrebbero perlomeno ridimensionate. Verrebbe voglia di dire, chi è senz’ ammenda scagli la prima pietra!!”.

Perché le leggi, come si è sempre detto, ostacolano la riscossione di quanto dovuto. Leggendo ancora la replica del Governo: “La facoltà di prelevare pubblici tributi vale unicamente nei confronti di persone che sottostanno alla sovranità territoriale dello Stato. Il principio vale anche in caso di esecuzione di crediti di diritto pubblico, ivi comprese le contravvenzioni per infrazioni alle norme sulla circolazione stradale. La procedura esecutiva è infatti limitata al solo territorio nazionale. In considerazione dell’assenza di accordi internazionali stipulati dalla Svizzera in materia di esecuzione dei crediti di diritto pubblico la Confederazione, i Cantoni ed i Comuni non possono pertanto intraprendere all’estero misure volte all’esecuzione di una pretesa.Ciò detto, va evidenziata un’eccezione concernente in particolare i lavoratori frontalieri. Infatti nei casi in cui il debitore della multa risulti essere un cittadino italiano residente in prossimità della zona di frontiera italo-svizzera, l’Ufficio esazione e condoni procede a delle verifiche manuali volte ad accertare l’eventuale esercizio di un’attività lucrativa nel nostro Cantone. Nel caso in cui dovesse essere confermata l’attività nel Cantone, è infatti possibile avviare la procedura esecutiva mediante il sequestro del salario”.

Però, se una persona residente all’estero entra in Svizzera e ha multe non pagate, “le autorità doganali e di polizia dispongono di sistemi di lettura delle targhe che permettono di evidenziare quelle ricercate. Qualora il veicolo, la cui targa è stata registrata nel sistema di lettura targhe, venisse intercettato, gli agenti di Polizia intervengono fermandolo e incassando la multa non pagata in precedenza. Inoltre le competenti autorità stanno valutando la possibilità di registrare anche questi casi nel Sistema di ricerca informatizzato della polizia a livello svizzero, così da aumentare le chances di successo della ricerca di contravventori morosi”.

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