CRONACA
Dadò: "Quando gli abusi sessuali vengono taciuti è giunto il momento di aprire un'inchiesta"
Il presidente del PPD: "Si istituisca una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per far luce su quanto di più schifoso avvenne 15 anni fa tra le mura pubbliche a Bellinzona"

BELLINZONA – “Ieri in Gran Consiglio, con il collega Boris Bignasca, abbiamo chiesto il rinvio sulla decisione delle nomine nel Consiglio di Amministrazione dell’ACR. Il motivo è tanto semplice quanto grave. Tra i nominativi figurava il nome di un ex alto funzionario, implicato nell’inchiesta per abusi sessuali”. Inizia così il post pubblicato su Facebook da Fiorenzo Dadò in merito alla candidatura di Pau Lessi al CdA dell'Azienda Cantonale dei Rifiuti.

“Vi ricordate – scrive Dadò – il caso del funzionario dello Stato, responsabile delle politiche giovanili, che abusava delle ragazzine? Ricorderete che questo funzionario poté continuare a delinquere e quando fu preso i reati erano già andati in prescrizione perché qualcuno che sapeva ha taciuto?”.

E ancora: “Ricordate che il giudice, fatto mai capitato prima nel nostro Cantone, si scusò con le vittime a nome delle Istituzioni proprio perché, se chi sapeva avesse agito e denunciato per tempo, molti abusi non sarebbero successi e oggi l’ex funzionario-abusatore se ne starebbe in galera e non a piede libero? Qualcuno di voi, oggi, ha letto di tutto questo sulla stampa? Avete sentito qualcosa alla radio o alla televisione? No, con due piccole eccezioni”.

“Mentre la maggioranza della stampa scritta e parlata – continua – tace (solo il CdT ha scritto qualcosina) per motivi che non sto a spiegarvi e che semmai dovete chiedere a loro, un plauso va a Ticinolibero, Rete 1 e Radio 3i, che non hanno nascosto ai ticinesi quanto di grave si è discusso ieri in Gran Consiglio”.

“Di fronte a questa continua omertà – conclude il presidente del PPD – si avvicina sempre più l’ impellente necessità di istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per far luce su quanto di più schifoso avvenne 15 anni fa tra le mura pubbliche a Bellinzona”.

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