CRONACA
"Ma quali minacce! Unia rifiuta di sedersi a un tavolo con noi, da mesi"
La società che si è occupata dal cantiere a Camorino contrattacca: "Ciò che colpisce maggiormente è il modo di agire di UNIA, che vuole spostare qualunque forma di discussione sulla stampa. Siamo in contatto con la giustizia"
CRONACA

Il prezzo del coraggio. "Se ritiri la denuncia, ti paghiamo". E intanto subisce intimidazioni

10 OTTOBRE 2019
CRONACA

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10 OTTOBRE 2019

CAMORINO - Generale Costruzioni ferroviarie SpA (GCF) non ci sta e desidera intervenire sulle odierne notizie secondo cui il principale testimone su quanto accadeva sul cantiere di Camorino di AlpTransit (dai turni massacranti agli stipendi taglieggiati).

La ditta responsabile dei lavoro “GCF contesta decisamente le accuse formulate nei suoi confronti, sia a mezzo stampa che in ambito giudiziario. A tutt’oggi, e occorre ribadirlo con forza, il ministero pubblico ha sentito diverse persone, collaboratori ed ex collaboratori di GCF in particolare, ma nessuna accusa nei confronti di dirigenti societari è stata ritenuta valida. Questi sono i fatti. Malgrado la ripetuta virulenza degli attacchi, non è stato possibile ipotizzare la commissione di un qualsivoglia reato da parte di un dipendente di GCF”, si legge in una nota.

Fouad Zerroudi, ha accusato Unia, una volta rientrato in Italia ha perso il lavoro che aveva trovato dopo aver parlato con la RSI e non solo, non è riuscito a trovarne uno nuovo, ha ricevuto intimidazioni e gli è stato detto che, in cambio del ritiro delle denunce, avrebbe potuto ottenere un’ingente somma.

“GCF è da mesi in contatto con le autorità penali, collaborando pienamente con le stesse, avendo consegnato importante materiale probatorio”, prosegue l’azienda, che a sua volta accusa il sindacato: “Ciò che colpisce maggiormente è il modo di agire di UNIA, che vuole spostare qualunque forma di discussione sulla stampa, rifiutando di discutere delle questioni aperte in un contesto istituzionale o professionale. L’uscita mediatica di oggi dimostra che UNIA non ha fiducia nell’autorità penale e nella capacità di quest’ultima di giungere ad una soluzione equa, essendosi accorta di quanto traballanti siano le proprie censure di natura penale invocate”.

“Il Sindacato, sino ad oggi, ha rifiutato di sedersi ad un tavolo di discussione congiunto, con i rappresentanti di GCF e della commissione paritetica. È da inizio estate che, tramite i suoi legali, GCF - per iscritto - ha manifestato la propria disponibilità, incondizionata, di incontrare i rappresentanti di UNIA, per capire quali fossero le censure precise ritenute e le richieste da trattare”, prosegue, spiegando che “da mesi UNIA rifiuta questo confronto, mentre la commissione paritetica sì è detta immediatamente disposta ad incontrare rappresentanti di GCF. Questo rifiuto di UNIA di risolvere gli eventuali problemi con serenità, in un contesto professionale, con al proprio fianco peraltro la commissione paritetica, è stato constatato con grande rammarico da parte di GCF”.

Non è finita: “L’attacco mediatico sferrato oggi da UNIA, prima di tutto contro il magistrato inquirente e poi nei confronti di GCF, è inaccettabile e non fa altro che attestare l’assenza di reale volontà del sindacato di confrontarsi costruttivamente. GCF ribadisce la propria disponibilità ad incontrare rappresentanti di UNIA in modo da gestire in modo professionale le questioni aperte, soprattutto nell’interesse degli operai”.

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