CRONACA
Parla l'operaio: "Mi hanno fatto perdere il lavoro, offerto 100mila euro, rigato l'auto. Ho un po' di paura"
Zerroudi è stato il principale testimone di quanto accadeva sul cantiere del Monte Ceneri. "Non sapevo che il mio nuovo datore di lavoro fosse collegato alla GCF, mi sono trovato davanti il mio ex capo cantiere. Non voglio essere uno schiavo"

CAMORINO – “Non voglio essere trattato da schiavo. Voglio vivere con dignità. Questo per me vale più di tutto”. Sono parole forti, quelle di Fouad Zerroudi, l’operaio che per primo ha denunciato quanto accadeva nel cantiere AlpTransit del Monte Ceneri. Unia questa mattina ha parlato di minacce nei suoi confronti e di ricatti, mentre la ditta responsabile dei lavori, la GCF, smentisce ed anzi accusa il sindacato.

Ma Zerroudi è stato raggiunto da tio.ch ed ha raccontato la sua verità. Era rientrato a Verona ed aveva trovato un nuovo lavoro sempre nel campo ferroviario, non sapendo però che l’azienda faceva capo ancora alla GFC. Qui son cominciati i guai. Il capo cantiere, racconta,l o ha obbligato ad andare con lui a Lecco.

“È così che mi ritrovo davanti il mio ex capo cantiere”. È lui a chiedergli di ritirare la denuncia, altrimenti avrebbe perso il lavoro. “Qualche giorno dopo, il capo cantiere mi chiede di andare a casa sua. E insiste: “dobbiamo uscire dal casino che hai combinato”. Mi assicura la riassunzione presso la GCF. Io lo invito solo a prendere contatto con il mio avvocato e con Unia. Dopo quell’incontro la ditta smette di chiamarmi. Fino allo scadere del contratto”.

Il quale non viene rinnovato. Ma chi lo ricatta non molla e gli propone soldi, addir ritura 100mila euro, in cambio del ritiro della denuncia. Zerroudi avrebbe dovuto dire di essersi inventato tutto. Lui li ha invitato di nuovo a prendere contatto con il suo legale per una conciliazione.

Quel che più fa male, è che sono arrivate anche intimidazione. Zerroudi il 3 settembre è venuto in Ticino a testimoniare e quando è rientrato ha trovato l’auto rigata. “La coincidenza mi è parsa quantomeno sospetta. Non mi sento tranquillo. Quando guido, ad esempio, non dico di provare paura, ma ho sempre il timore che mi possa accadere qualcosa”.
Nonostante tre figli e problemi economici, non vuol cedere.

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