POLITICA
"Ristorni, un affare da 15 milioni annui. Il conto andrebbe chiesti alla Lega"
L'ex deputato liberale attacca: "l'accordo fiscale non è stato firmato per l'imposizione del casellario giudiziale... che ha fatto il gioco della parte italiana"

BELLINZONA – Bloccare i ristorni? Non è legale, dunque impossibile, e se l’Italia non ha firmato l’accordo fiscale è colpa della Lega. Ci va giù pesante, nell’eterno scontro fra i due partiti, l’ex deputato Flavio Riva.

“Quanta ipocrisia”, scrive su Opinione Liberale, in merito alla richiesta di Galeazzi di bloccare i ristorni e far chiedere dal Ticino un risarcimento. “Il tutto è nato da sciagurate decisioni impo-ste dai rappresentanti della Lega dei ticinesi, alla vigilia, sembrava, dalla firma degli accordi, facendo il gioco facile per la parte italiana per congelare il tutto. E così il blocco dei versamenti dei ristorni, richiesta della fedina penale per i richiedenti dei permessi di lavoro, hanno costituito il congelamento delle trattative, aggravato dalla situazione politica italiana e da una larvata opposizione della Lega lombarda che se ne frega della lega dei ticinesi e degli incontri che non hanno portato sinora a nessuna soluzione”.

Solo la Confederazione può chiedere un risarcimento, precisa Riva, che aggiunge come non si ha la controprova che anche senza l’insistenza della Lega sul casellario si sarebbe arrivati a una firma. Per lui, è un affair che costa 15 milioni annui al Ticino, di cui “il conto dovrebbe essere presentato ai responsabili di Via Monte Boglia a Lugano, nella sede dei colonnelli, che decidono il bello e il brutto del movimento, in barba alle regole democratiche”.

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