POLITICA
Tra Padlina e il Governo sono scintille. Intanto le schede rientrate in ritardo sono 186
L'avvocato si è visto negare l'accesso agli atti e parla di una crassa violazione dei diritti costituzionali e procedurali, un fatto di inaudita gravità”. La replica: "Siamo tenuti a interagire solo col TRAM". Intanto ecco i comuni ritardatari...

BELLINZONA – Quanti sono i residenti all’estero avrebbero ricevuto il materiale di voto in ritardo? Secondo liberatv, almeno due comuni lo avrebbero spedito tardivamente.

Il primo è un piccolo comune del Sopraceneri, che conta una ventina di iscritti in catalogo che vivono fuori dalla Svizzera, avrebbe inviato il materiale di voto ai propri cittadini residenti all’estero per posta B giovedì 31 ottobre. Il secondo a sua volta ha mandato con posta B il materiale a una trentina di iscritti in catalogo. Come se non bastasse, Neggio e Vacallo le hanno inviate il 30 ottobre, Serravalle il 31. Stiamo parlando di località che insieme contano circa 5'000 iscritti in catalogo.

Il Consiglio di Stato peraltro ha negato a Gianluca Padlina, che ha inoltrato il ricorso, di visionare gli atti. Ed egli, sempre a liberatv, si è detto “estremamene preoccupato e stupito dall’atteggiamento del Governo: è incomprensibile che non vengano fornite informazioni sulle tempistiche di invio del materiale. Si tratta di “una crassa violazione dei diritti costituzionali e procedurali, che in materia elettorale è suscettibile di costituire un fatto di inaudita gravità”.

Il Governo oggi gli ha risposto per le rime: “Il Consiglio di Stato precisa che, ritenuta la procedura ricorsuale in corso, esso è tenuto a interagire direttamente e unicamente con l’autorità competente, in questo caso il Tribunale cantonale amministrativo, fornendo i documenti e le informazioni richieste nell’ambito del procedimento. A questo modo di agire sarebbe bene si attenesse anche il ricorrente. Considerata la procedura giudiziaria pendente, lo scrivente Consiglio non fornirà ulteriori informazioni ai media fino alla decisione del Tribunale”.

Ma quanti sarebbero, stando alle prime stime, i ticinesi all’estero che non hanno potuto votare? Sono salite a 186 (fino a sabato risultavano 113) le buste rientrate dall’estero dopo la data del voto, che non hanno quindi potuto essere spogliate. Il dato riguarda 109 comuni su 115. Guardando i dati, a votare dall’estero sarebbero stati 1'673 persone, il 27% in meno rispetto alle nazionali di un mese prima.

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