IL BLOG DI DON GIANFRANCO
Pedofilia nella Chiesa: la punta dell’iceberg e la massa sommersa
Don Gianfranco Feliciani: "Non basta chiedere scusa. C’è una latitanza da parte di tutti che è insostenibile"
TIPRESS

*Don Gianfranco Feliciani

Due titoli di articoli di stampa usciti in questi giorni mi hanno particolarmente colpito. Il primo titolo è: “QUESTA NON È CHE LA PUNTA DI UN ICEBERG!”. Concordo in pieno. Certo, la Chiesa ha un assoluto bisogno di fare chiarezza! Ma cosa rappresenta la massa dell’iceberg che sta sommersa? Questa immagine ci dice un fatto che non possiamo negare, perché è sotto gli occhi di tutti: la massa della società è malata, è malata di egoismo, di arroganza, di disprezzo dell’altro, di attaccamento al danaro, di violenza e di sesso.

Ne è una spia evidente il linguaggio. C’è una scurrilità, una volgarità e una dissacrazione che offende e lascia allibiti. E tutto questo non solo nelle conversazioni private, ma anche nei media. Quale linguaggio sentiamo nei talk-show, nei dibattiti e nei film che passa la televisione? Le parole sono pietre. Octavio Paz, scrittore messicano, premio Nobel della letteratura qualche anno fa, riconosce questa forza di significato del linguaggio quando scrive in un suo saggio: “Quando una società si corrompe, il linguaggio è il primo a imputridire!”.

Il secondo titolo è: “NON BASTA CHIEDERE SCUSA, È TROPPO POCO”. Anche qui concordo in pieno. Il problema non può essere risolto solo moralisticamente. È necessario ovviamente denunciare chi compie il male per impedirgli di nuocere ancora. Ma occorre altresì muoversi con decisione per risanare la società dall’aria inquinata del male che tutto abbruttisce. I nostri ragazzi saranno sempre a rischio se non si interviene in questa opera di risanamento. E questo chiama in causa tutti quanti. Chiama in causa la politica, la scuola, la famiglia, la chiesa, il mondo della cultura e dello sport, tutti.


Recentemente mi sono incontrato con alcuni medici del cantone. Mi hanno parlato di alcuni casi di ragazzi che hanno in cura. Ragazzini di undici e dodici anni con gravi turbe psichiche perché dipendenti dalla pornografia on-line che vedono sui telefonini. Questo fenomeno è molto diffuso. Ma come è possibile che un ragazzino possa facilmente entrare in certi siti?
Chi si sta chinando oggi su questo problema gravissimo? Chi deve farlo? C’è una latitanza da parte di tutti che è insostenibile. No, non basta chiedere scusa, è troppo poco. Occorre agire, e senza mai perderci d’animo, perché il bene sarà sempre più forte del male. E sono tanti quelli che operano il bene. Quanti buoni papà e mamme, buoni maestri, buoni
educatori, buoni preti, buoni infermieri e medici, buoni politici, ai quali sta a cuore il bene della nostra società. Vinciamo il male con il bene!

*Arciprete di Chiasso

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