POLITICA
Miliardo di coesione, per gli Stati è sì, seppur condizionato. La rabbia della Lega, "scelta autolesionistica"
Il dibattitto è arrivato proprio il giorno dopo il possibile no dell'UE all'equivalenza borsistica. I deputati hanno deciso che "Bruxelles non dovrà mettere in pratica misure discriminatorie" se vorrà il miliardo

BERNA – È di ieri la notizia che l’UE avrebbe detto no a prolungare di un anno l’equivalenza borsistica con la Svizzera, una delle richieste di Berna, poiché i negoziati per l’accordo quadro non sarebbero proseguiti abbastanza rapidamente. La Svizzera aveva concesso il miliardo di coesione all’Unione Europea come una sorta di do ut des per ottenere l’equivalenza, ed è curioso che proprio oggi se ne sia parlato agli Stati.

La decisione è stata netta: sì, donare quei 1,3 miliardi è anche nell’interesse della Svizzera. Però non sarà un sì incondizionato, perché si è deciso di inserire una condizione, ossia che l'UE non adotti, mettendole in pratica, misure discriminatore nei confronti della Svizzera.

Quella dell’equivalenza lo è? Nel dibattito se ne è accennato, è stato detto che anche Bruxelles ha inserito delle precise condizioni. Comunque, PS, PPD e PLR sono stati favorevoli a concedere il miliardo.

Una scelta che, come ci si poteva immaginare, non piace alla Lega dei Ticinesi, soprattutto dopo la notizia di ieri: nel partito c’è sconcerto e si parla di decisione autolesionistica. “La condizione di vincolare il contributo di coesione ad un comportamento dell’UE improntato al “fair play” nei confronti della Svizzera è una barzelletta. Nel caso in cui la partitocrazia decidesse di pagare il pizzo miliardario, non ci sarà alcuna retromarcia, qualsiasi cosa accada. È evidente che le maggioranze politiche rifiuterebbero di ritornare sui loro passi argomentando con il consueto terrorismo di regime, e ventilando chissà quali spaventose ritorsioni nei confronti della Svizzera”, si legge in una nota.

Così come “è evidente che pagare 1.3 miliardi di Fr per “oliare” (per usare la terminologia utilizzata dal senatore PPD Filippo Lombardi, che con il proprio voto determinante ha fatto approvare il pizzo all’UE nella Commissione di politica estera degli Stati) non servirebbe a nulla. Se non ad alleggerire il contribuente svizzero di 1.3 miliardi di Fr che sarebbero invece necessari nelle casse dell’AVS. La Lega deplora con forza l’ennesima decisione autolesionistica presa dal Consiglio degli Stati, purtroppo con la collaborazione di rappresentanti ticinesi, e spera – senza farsi particolari illusioni - che il Consiglio nazionale darà prova di maggior ragionevolezza ed attenzione al denaro pubblico, e di minor servilismo compulsivo nei confronti di Bruxelles”.

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