POLITICA
L'MPS segnala la gestione della politica migratoria a Pagani. "Verifichi se ci sono estremi per un'infrazione al codice penale"
Secondo i deputati del Movimento per il Socialismo, sia Gobbi in alcune dichiarazioni che il Consiglio di Stato rispondendo in una interpellanza avrebbero ammesso di agire in modo non legale. "Non sappiamo chi in Governo fosse d'accordo"

BELLINZONA – L’MPS (assieme a POP e Indipendenti) si muove concretamente in relazione alle presunte irregolarità nella prassi della concessione e del rinnovo dei permessi di soggiorno da parte del Consiglio di Stato. Lo fa scrivendo una missiva al procuratore generale Andrea Pagani. “Come lei sa l’articolo 55 della LGC ci obbliga, in qualità di membri del Gran Consiglio, a segnalare al Ministero Pubblico possibili reati di azione pubblica”, esordiscono Pronzini, Lepori, Arigoni.

Si parla della puntata di Falò da cui “è emerso, in maniera chiara e inequivocabile, come l’Ufficio della migrazione gestisca in maniera illegale la politica dei permessi. Vittime di questa modalità di agire centinaia di persone che si vedono negare o revocare, senza nessuna base legale, il proprio permesso. Una situazione che ha portato ad un aumento importante dei ricorsi (290 nel 2012, 557 nel 2019) e, soprattutto, di quelli accolti in seconda istanza. Si tratta di una situazione che chiama in causa direttamente il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato che viene “bacchettato” dal Tribunale cantonale amministrativo perché non riesce a fare da filtro e “non adegua la propria prassi alla giurisprudenza”, si legge.

Secondo l’MPS, Gobbi “ha affermato che “adeguerà la prassi alla giurisprudenza (ammettendo quindi di aver agito nell’illegalità) anche se questo gli fa “ribollire le busecca” e, non contento, ha dichiarato che la legge sul rilascio dei permessi non gli piace e che quindi la applica nel modo più restrittivo possibile”.

Il TRAM infatti ha smentito più volte le decisioni dal Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato. “Si tratta di una scelta politica, il Consiglio di Stato in sede di ricorso in prima istanza ha sempre tutelato le decisioni dell’Ufficio della migrazione per una chiara scelta politica, proprio perché l’ambito della sicurezza pubblica è uno di quei pochi ambiti che permette all’Autorità cantonale di non concedere permessi di dimora e di lavoro sul proprio territorio, questa era una chiara volontà, poi ne abbiamo discusso e le prassi si sono allineate alla giurisprudenza andando contro alla scelta politica proprio perché nemmeno al Consiglio di Stato piace perdere contro il Tram anche se questo, lo ripeto, fa ribollire le busecca”, sono state le dichiarazioni di Gobbi.

I deputati del MPS non hanno dubbi: “queste affermazioni portano a credere che il Consiglio di Stato condivida e sostenga una modalità di agire illegale e contraria alla giurisprudenza come scelta politica collegiale. Il Consiglio di Stato, rispondendo ad una nostra interpellanza durante la seduta del 24 settembre 2020 del Gran Consiglio, ha confermato, ripetutamente, che l’esecutivo ha a più riprese condiviso e sostenuto tale modo di procedere (illegale aggiungiamo noi). Evidentemente non sappiamo se tale condivisione sia avvenuta in modo unanime o a maggioranza”, spiegano.

Per questo motivo, si rivolgono a Pagani. “Vi segnaliamo formalmente tale situazione così come nostro obbligo legale vista la nostra funzione di parlamentari e la invitiamo a voler verificare se vi sono gli estremi per un’infrazione al codice penale”.

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