POLITICA
La Lega coglie... il passaporto al balzo. "Opportunista e arlecchino servo di due padroni: non voteremo Cassis. Invece avremmo sostenuto Vitta"
Tramite il Mattino, sono partite delle bordate sul candidato ticinese, che ha rinunciato alla cittadinanza italiana. "Sapendo che saremmo stati in edicola oggi, ci ha anticipato. Ma nel 1992 riprese il passaporto italiano: quando andava nell'UE usava quello?"
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25 AGOSTO 2017
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25 AGOSTO 2017
LUGANO - Il Mattino torna in edicola dopo le vacanze estive, e va giù durissimo nei confronti di Ignazio Cassis. Ora è ufficiale, anche se era prevedibile e si era più o meno capito: la Lega non lo voterà.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso pare essere la rinuncia alla cittadinanza italiana, vista come meramente opportunistica. "Arlecchino servo di due padroni!", strilla la prima pagina.

"Alla notizia (data per primo dal mattinoline, ndr) della nazionalità italiana di KrankenCassis ha fatto seguito un assordante silenzio: infatti il diretto interessato stava nel frattempo tentando di liberarsi del documento “tricolore”, improvvisamente diventato scottante, sperando che nessuno si accorgesse di nulla. Ma gli è andata buca! Costretto dalle circostanze a confermare sul Tages Anzeiger la notizia data dal Mattinonline, il buon CassisMalatis si è difeso con una scusa ridicola: avrebbe rinunciato al passaporto fallitalico “per una questione di coerenza”", prosegue il testo.

Alla questione è dedicata anche pagina due, dove si sostiene la tesi che Cassis avrebbe mantenuto, se nessuno avesse detto nulla, la sua doppia nazionalità. "Sapendo benissimo che oggi il Mattino sarebbe uscito, il signor candidato italo-svizzero ha pensato bene di anticipare i tempi. Uno dei primi principi della comunicazione politica è infatti che le notizie è assai preferibile anticiparle – fornendo la propria versione! – piuttosto che trovarsi a rincorrerle. Così ha fatto KrankenCassis, sapendosi ormai scoperto, con l’outing (forzato?) di venerdì sul “Tagi”".

La Lega annuncia dunque ufficialmente che non sosterrà il ticinese. "Le ragioni sono state indicate a più riprese su queste colonne: rottamatore del 9 febbraio, lobbysta professionista dei cassamalatari, conflitti d’interesse a go-go e quindi aderenza assai scarsa agli interessi ticinesi. Il nostro sfigatissimo Cantone ha bisogno di mandare in Consiglio federale un suo lobbysta. Non un lobbysta dei cassamalatari e degli spalancatori di frontiere! Adesso è ufficiale che chi pretenderebbe di rappresentare il Ticino in Consiglio federale ha pure il doppio passaporto. È evidente che, a questo punto, le possibilità che la Lega sostenga la candidatura di Cassis sono azzerate". Colpo di scena: se fosse stato candidato Vitta, allora sarebbe stato sostenuto dal Movimento di via Monte Boglia.

Ma non sono finiti gli attacchi a Ignazio Cassis. "I più attenti avranno notato un “gap” temporale. CassisMalatis afferma di essere diventato svizzero a 15 anni nel 1976. A quei tempi, però, era ancora in vigore una Legge sulla cittadinanza degna di questo nome: ed infatti chi acquisiva il passaporto svizzero perdeva di conseguenza quello della nazione d’origine. Come fa allora il KrankenCassis ad avere il doppio passaporto? Semplice: l’ha ripreso – volontariamente! – nel 1992

quando la nuova legge rese (ahinoi) possibile la nazionalità plurima! E perché il buon Ignazio avrebbe volontariamente ripreso il passaporto fallitalico a 16 anni dalla naturalizzazione? Chiaro: per opportunismo! Ovvero, per poter tirar fuori ora l’uno ora l’altro documento a seconda della convenienza del momento! Alla faccia degli svizzerotti di nascita che di passaporto ne hanno uno solo! Uella, vuoi vedere che magari quando andava nell’UE il “nostro” cassamalataro liblab esibiva fiero il passaporto tricolore? Ci spiace per il buon Ignazio, ma a nostro giudizio un simile comportamento è assolutamente improponibile per un aspirante Consigliere federale!!".

L'impressione è che la Lega non lo avrebbe votato in ogni caso, per i motivi ricordati ancora oggi, e più volte esposti, ma il caso passaporto è stata l'occasione per darne l'ufficialità. Anche perché, si legge in un passaggio del testo, "il KrankenCassis è del partito giusto, rappresenta l’establishment e la partitocrazia, per cui “bisogna” reggergli la coda! Quando il candidato ticinese al CF era Gobbi, la musica era ben diversa: chiaro, si trattava di un odiato leghista, sicché “bisognava” fare di tutto per sbarrargli la strada!".

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