POLITICA
"Il PLR come Schettino, l'alleanza pronta a saltare e il saper perdere". Marchesi contro tutti
Il presidente dell'UDC attacca i liberali per il dopo-voto, "senza nemmeno interpellare i suoi membri della scolastica ha scaricato Bertoli. Se fosse passata, loro e il PPD..."

BELLINZONA – Il PLR si è comportato come nemmeno il famoso (o famigerato…) Schettino, lasciando solo Bertoli (e non la Concordia) sul voto su La Scuola che verrà. Ma se anche essa fosse passata alle urne, liberali e PPD si sarebbero trovati contro il Ministro. Punzecchia tutti, nella sua analisi pubblicata ieri dal Corriere del Ticino, il presidente dell’UDC Piero Marchesi.

Che al di là dei dibattiti, comunque vivaci, del pre voto, insiste sul dopo. “Le prime reazioni dopo il voto mi hanno però fatto sorridere. Il direttore del DECS a più riprese ha accusato i referendisti di aver mentito più o meno su tutto, altri affermavano che il popolo non aveva compreso la complessità della materia, lasciando intendere che era stato un voto più di pancia che di testa. A queste reazioni siamo oramai abituati. Perdere non è mai facile, ma lo è ancora di più se non si vuole ammettere la realtà. Questa riforma faceva buchi da tutte le parti e il famigerato sostegno corale di partiti, docenti, associazioni e genitori si è sciolto come neve al sole”, sostiene.

E esamina quanto successo in casa liberale. “Lo dicevamo già durante i dibattiti che, qualora fosse passata la sperimentazione, avremmo assistito allo scontro titanico tra Bertoli e il PLR nell’intento di imporre un modello sull’altro. La dimostrazione è arrivata proprio domenica a spoglio neppure concluso, quando era però oramai chiara la dinamica del voto. Il PLR con un comunicato stampa, a quanto pare senza neppure interpellare i suoi membri della Commissione scolastica, scaricava Bertoli accusandolo del naufragio del progetto. Nemmeno un’ora dopo la chiusura dei seggi il PLR era già sceso dalla barca affondante. Una velocità da far invidia al comandante Schettino, una reazione che ben chiarisce il grado di convinzione del PLR sul progetto posto in votazione”.

Se invece avesse vinto il sì, per Marchesi ci sarebbero stati comunque problemi. “Se l’UDC assieme ad altri non avesse raccolto le firme «La scuola che verrà» sarebbe ora in fase di sperimentazione, con il famigerato sostegno al progetto di PLR e PPD pronto a scoppiare da un momento all’altro”.

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