POLITICA
Si esprime anche il PPD: chiede chiarezza da parte della Magistratura e un nuovo luogo per l'autogestionr
I popolari democratici luganesi desiderano che l'inchiesta sia rapida e faccia luce su informazioni e ruoli di Municipio e Polizia Cantonale e Comunale. "Speriamo che chi ha protestato si adoperi per il dialogo"
TiPress

LUGANO - La necessità di fare chiarezza da parte del Ministero Pubblico, per capire che cosa è successo realmente e quella di trovare un nuovo posto agli autogestiti. È quanto emerge da un comunicato in cui la sezione luganese del PPD prende posizione sui fatti di sabato.

"La situazione che si è venuta a creare successivamente alla demolizione di un'ala
del'ex-Macello non fa bene all'immagine e alla coesione di Lugano", esordiscono, spiegando di essere da sempre contro ogni tipo di violenza, anche simbolica. 

Detto ciò, "nel caso in questione emerge la necessità di fare al più presto chiarezza sui fatti e sulle responsabilità. Confidiamo pertanto che l'inchiesta della Magistratura sia rapida e che riesca a gettare luce sulle diverse zone grigie di quanto successo: in particolare sulle informazioni circolate all'interno del Municipio, sui ruoli della Polizia comunale e della Polizia cantonale, su probabili interventi esterni, sulle informazioni date dalla Polizia alle autorità politiche e sulla proporzionalità degli interventi delle forze dell'ordine".

Nel frattempo, per il PPD, "in attesa dei chiarimenti del Ministero Pubblico la Politica deve tornare a lavorare per risolvere un problema che è cantonale e non solo luganese. Il PPD di Lugano esige che il Consiglio comunale, i Partiti e i Gruppi siano informati dal Municipio quanto prima e coinvolte nelle prossime decisioni, ma si aspetta pure che anche l’Autorità cantonale si assuma le proprie responsabilità e si impegni a trovare una soluzione a una questione che concerne tutto il Cantone".

Per i popolari democratici, ci deve essere ancora spazio per una realtà come quella autogestita. "I fatti di sabato scorso hanno fatto emergere la necessità di trovare in tempi rapidi un
nuovo spazio, adeguato e duraturo, nel quale possa esistere e si possa esprimere una forma di
aggregazione non tradizionale quale l'autogestione, sulla base di una nuova convenzione  vincolante che assicuri pacifica convivenza e rispetto reciproco per le persone e per le idee. Ora si tratta di riallacciare un dialogo che purtroppo già in precedenza è stato molto difficile a causa delle rigidità che hanno prevalso sulle posizioni moderate di ambo i fronti, e volta consentire un'esperienza di vita alternativa. Speriamo che tutti quelli che hanno protestato per quanto successo sabato scorso, si adoperino anche per facilitare un incontro tra l’autogestione e le Autorità comunali e cantonali".

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