POLITICA
Imposta di circolazione: "L'errore è a monte, non del Governo. Ecco come si potrebbe fare"
L'Associazione Svizzera dell'automobile prende posizione in merito alla proposta del Consiglio di Stato per il calcolo dell'imposta e suggerisce di mantenere la formula attuale, aggiungendo uno sconto lineare del 10%. 15% o 20%

BELLINZONA - "Noi l'avevamo detto", è il sunto del comunicato inviato in redazione dall'Associazione Svizzera dell'automobile in relazione alla proposta del Governo (leggi qui) per calcolare la nuova imposta di circolazione 2023 dopo la votazione popolare.

Si è arrivati a qualcosa che scontenta molti, basti vedere le furibonde reazioni da parte di rappresentanti del Centro, partito dell'iniziativa (leggi qui). . Per l'Associazione Svizzera dell'automobile era scontato che sarebbe andata così: "L’abbiamo detto, l’abbiamo ripetuto, ci hanno dato dei pretestuosi e di essere in malafede. Ma avevamo  ragione. La formula per il calcolo dell’imposta di circolazione proposta dall’iniziativa “Per un’imposta di  circolazione più giusta” non poteva essere applicata se non creando una disparità di trattamento importante e  discriminatoria tra automlisti con vetture immatricolate in anni differenti. A più riprese, nei mesi precedenti  la votazione del 30 ottobre, abbiamo denunciato la situazione inaccettabile che si sarebbe creata in caso di  accettazione dell’iniziativa (ma anche il controprogetto presentava i medesimi problemi). L’iniziativa è stata  accettata ed ecco che puntualmente quanto avevamo predetto si è avverato", si legge.

Ma a essere errati, dunque, erano i presupposti, non quanto scelto dal Governo, il quale "ha cercato di trovare una soluzione, ma  correggere una formula che di base non è corretta, ha conseguenze che scontentano tutti. Applicando una  formula differente, con una deduzione di 118 al valore di CO2 invece di 95, per le vetture immatricolate dopo il  2018 (con omologazione WLTP) contribuisce a ristabilire un’equità di trattamento con le vetture immatricolate  fino al 2017. Ma questo porta ad una riduzione del gettito complessivo di ulteriori 7.7 milioni e quindi, a ben  vedere, non rispetta la volontà popolare che ha sì scelto di ridurre l’imposta di circolazione, ma di abbatterla ad  una cifra insostenibile per le casse cantonali".

Che fare, quindi? "Un’idea  semplice, trasparente, applicabile in breve tempo senza stravolgimenti per il programma informatico della  Sezione della Circolazione di Camorino, sarebbe di mantenere la formula attuale (che non è peggiore di quella proposta) e applicare a tutti uno sconto lineare del 10%, del 15% o del 20% in base al gettito globale che si vuole  o si deve incassare. Nel 2023 poi prendersi il tempo di studiare e attuare una formula, veramente più giusta per  tutti, da applicare poi dal 2024. Riflettiamo".

 

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