CRONACA
Una compagnia ticinese per salvare l'aeroporto. Spunta il piano B
Il comandante Enzo Mossino e un socio vorrebbero un prestito agevolato da Banca Stato su input della politica e sarebbero pronti a portare gli aerei già a settembre. Ma ricapitalizzare LASA è la conditio sine qua non

LUGANO – Spunta un piano B per l’aeroporto di Lugano, con una compagnia praticamente ad hoc che cambierebbe un po’ il sistema di viaggiare ad Agno e garantirebbe l’identità ticinese allo scalo. Un piano già ben delineato e comunicato al Municipio, con cui presto ci saranno degli incontri.

“Lugano ha un grande potenziale”, ci dice, da noi interpellato, uno dei promotori dell’iniziativa, il comandante Enzo Mossino, che opererebbe assieme a un socio di Zurigo, con 25 anni di esperienza nel settore aviatorio. Lui appunto è pilota, il socio si occupa della parte finanziaria.

Il loro discorso è semplice: per un aeroporto, serve una compagnia. Sinora l’aeroporto ha avuto sfortuna, con Darwin e Swiss. Se quest’ultima se ne andasse, lo scalo rischierebbe il declassamento. Loro sarebbero pronti a creare una compagnia di bandiera tutta ticinese, e, spiega Mossino, al contrario di Zimex (che concretamente a Lugano non si è mai vista) porterebbero dei voli di prova già a settembre. “Per far vedere che le nostre intenzioni sono serie”.

Ovviamente, vorrebbero un prestito agevolato da Banca Stato su input della politica, per quella che definiscono una cifra minima per partire. “I cittadini potrebbero avere dei dubbi, però sono stati spesi per esempio 20 milioni per gli hangar. Vogliamo aggiungere qualcosa, oppure buttar via tutto quello che è stato investito prima?”, si chiede il nostro interlocutore. Che proseguirebbe, probabilmente, anche senza investimenti pubblici, ma a quel punto tutto, per l’aeroporto, costerebbe di più.

La ricapitalizzazione di LASA è comunque una conditio sine qua non. E alla domanda se vorrebbero dei rappresentati nel CdA, parla di sinergie.

“Perché le compagnie non vengono ad Agno, oppure non rimangono?”, da lì è partita la riflessione. “Serve puntare su qualcosa di diverso, prioritario è il volo su Ginevra, a rotazione mattina e sera. Non si può scegliere il turismo di massa, bensì quello businnes, pur senza escludere il primo. Vorremmo avere aeri adatti, magari con 20-30 posti, o ancora meno, per permettere ai passeggeri, atterrando nella parte privata, di velocizzare le operazioni di check-in.

“Ci piacerebbe volare anche sull’Isola d’Elba, per esempio, poi su Londra e sul Lussemburgo. Il team di persone che sta costituirebbero questa compagnia è motivato a dare un servizio diverso alla popolazione e a portare sostanzialmente un certo lustro a un prodotto ticinese che appartiene ai ticinesi. Vorremmo occuparci della porta d’aria del Ticino, dando anche identità. Ovviamente un finanziamento pubblico sarebbe meglio, perché in ogni caso si farebbe anche l’interesse della città e della politica”, prosegue Mossino.

Ripete che il Municipio ha tutte le carte in mano. Le reazioni, a suo dire, per ora sarebbero state positive. Presto ci si troverà a tavolino per approfondire.

Abbiamo contattato Marco Borradori, sindaco di Lugano, il quale ci ha detto che il nome di Mossino non gli giunge nuovo e che probabilmente si sono parlati. Molto vago, insomma. 

Abbiamo rigirato la risposta a Mossino, che ci ha risposto: “Perché come le dicevo sono stati colloqui sommari dove non ero da solo. Con Maurizio Merlo ci siamo già visti e ne abbiamo già parlato”, aggiungendo che sino al momento in cui non si sarà tutti d’accordo il progetto resterà dietro le quinte e se ne saprà poco.

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