ECONOMIA
Ciak, si gira... "No Billag creerebbe problemi al cinema svizzero. Chi ha disabilità uditive e visive sarebbe discriminato"
40 professionisti del mondo dei cineasti svizzeri si sono messi a disposizione per girare tre cortometraggi contro l'iniziativa. "È assurdo privatizzare i vigili del fuoco, i marciapiedi, le scuole? Questo è un tentativo di farlo con un importante servizio pubblico"
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ZURIGO – Il cinema svizzero si sente minacciato da No Billag. A rischio, secondo  AFAT (Associazione Film Audiovisivi Ticino) e GRSI (Gruppo Registi Svizzera italiana) ci sarebbero 13'500 posti di lavoro.

Un’iniziativa ritenuta assurda, come può apparire assurdo privatizzare, per esempio, i vigili del fuoco, la scuola e i marciapiedi. “Eppure negli Stati Uniti, per quanto concerne i primi, in parte è realtà”, spiega Martin Guggisberg, che si è messo in prima linea per realizzare tre cortometraggi che prendono spunto proprio dai tre settori descritti. Spot che coinvolgono più di 40 persone attive nel cinema svizzero, atte a sensibilizzare contro la necessità, secondo la categoria, di votare no il 4 marzo.

“Con questo spot vogliamo rendere consapevoli i cittadini del fatto che l’iniziativa No Billag è un altro tentativo di privatizzare un importante servizio pubblico”, si legge nella nota. “Ne approfitteranno solo i grandi media internazionali e le società pubblicitarie, ma per la popolazione i costi saranno più alti che in precedenza”.

“Inoltre”, prosegue il comunicato “l’idea di pagare solo ed esclusivamente per ciò che si consuma non corrisponde all’ideale di solidarietà che tiene unito il nostro paese. Le minoranze romanda e italofona e romancia perderebbero la possibilità di usufruire di programmi di qualità. In Svizzera sarebbe sempre più difficile produrre film ma ancor più discriminante è il fatto che le misure complementari per le persone con disabilità visive e uditive non potranno più essere finanziate”.

Insomma, il cinema svizzero appare a rischio, secondo le persone del settore. Con gli spot e le quaranta persone, fra cui professionisti di spicco, sono stati girati a dicembre a Zurigo, e tutti si sono prestati in modo gratuito. Così come lo hanno fatto alcuni professionisti dell’audiovisivo ticinese, membri di AFAT e GRSI, per l’adattamento in italiano.

Foto tratta dalla pagina Facebook: 

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