POLITICA
Ferrara: "Ci siamo sentiti dire che la nostra proposta era migliore... Un pasticcio!"
Dura la deputata sulla votazione sul salario minimo: "Vogliamo evitare che i residenti finiscano cornuti e mazziati! Una cattiva soluzione non sarà mai un buon compromesso, e addirittura la maggioranza ha proposto emendamenti al rapporto"

di Natalia Ferrara*

Mi perdoneranno i residenti a cui verrà abbassato il salario per aumentarlo ai frontalieri. Mi perdoneranno anche i datori di lavoro onesti, che offrono posti di lavoro (e non li tagliano!) e che faticano a stare in piedi ma oltre al salario si preoccupano anche di tanti altri aspetti a beneficio dei lavoratori. 

Mi perdoneranno anche coloro che perderanno il posto, e quelli a cui verrà chiesto di lavorare il doppio per fare anche la parte dei colleghi licenziati. 

Mi perdoneranno tutte queste persone che, loro malgrado, sono i classici “cornuti e mazziati”, vittime di una politica pantagruelica che partorisce topolini.

5 anni e, alla ne, non un vero compromesso elvetico, ma una soluzione raffazzonata e controproducente per il mercato del lavoro ticinese. Tanto che addirittura dai relatori di maggioranza sono stati presentati/sostenuti emendamenti per modificare il proprio stesso rapporto. Un’assurdità. Una cattiva soluzione non è – e non sarà mai un buon compromesso – e, infatti, i Verdi hanno presentato 6 emendamenti, il PS ne ha sostenuti alcuni presentati dal gruppo MPS e Più donne; la Lega, bontà sua, si è invece ricordata di “Prima i nostri” e ha sostenuto gli emendamenti dell’UDC. Un pasticcio, per dirlo con eleganza.

Il PLR non ha aderito al rapporto e non l’ha votato in aula. Perché? Perché è meglio arrossire prima che impallidire dopo. Il gruppo PLR in Gran Consiglio ha presentato un unico emendamento. Abbiamo proposto forchette più alte, un’introduzione anticipata e un’attuazione concreta, con delle verifiche serie ad ogni passaggio di soglia verso l’alto, per evitare che – soprattutto – i residenti finissero “cornu- ti e mazziati”.

Peccato sentire in aula che la soluzione da noi proposta era effettivamente migliore di quella della maggioranza ma che non veniva votata perché “non ci si fida”. Abbiamo perso la votazione in aula, speriamo che non troppe persone perdano però il lavoro a causa di una misura che voleva essere sociale e, ancor prima di essere applicata, appare più che altro strampalata.

*Deputata PLR - Articolo tratto da Opinione Liberale

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